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La baruffa del Superbonus

L' accusa di Draghi e la difesa del M5S all' incentivo per l'edilizia al 110%

Claudio Di Donato 05/05/2022

La baruffa del Superbonus La baruffa del Superbonus Non è una sorpresa che il Superbonus 110% risulti indigesto al premier. Ad essere sorprendenti però sono le valutazioni sulla misura che è parte integrante della programmazione di politica economica indicata nel DEF e nella legge di bilancio. Mettere continuamente in discussione l’incentivo contrasta inoltre con quanto predicava Supermario da presidente della BCE e prima ancora da governatore di Bankitalia: nei momenti di tensione la politica monetaria e la politica economica devono spiegare come intendono agire senza sorprendere i mercati. Gli incentivi dovrebbero essere sottoposti ad attento monitoraggio per valutarne il funzionamento e soprattutto il rapporto costi/benefici. Le parole di Draghi invece sembrano svincolate da un serio esame quantitativo e qualitativo. Non è il Superbonus, ma altri incentivi edilizi, ad aver alimentato il fenomeno delle frodi che ha portato al blocco di fatto del mercato della cessione dei crediti d’imposta e alla brusca frenata delle riqualificazioni.
 
Questo ci dice che l’attrattività dell’incentivo non è tanto la sua entità quanto l’opzione dello sconto in fattura e relativa cessione del credito. Uno strumento poco gradito alle imprese (obbligate ad anticipare un credito per conto dello Stato) ma che è stato l’autentico volano dei bonus dell’edilizia con ricche commissioni per le istituzioni finanziarie che acquistano i crediti. Non è il Superbonus in quanto tale ad aver provocato l’impennata dei prezzi dei materiali. Piuttosto, sono state la mancanza di stabilità nel tempo e la costante incertezza sui criteri degli incentivi (una trentina di modifiche normative in meno di due anni) che hanno finito per concentrare la domanda in un tempo ristretto facendo lievitare i costi. Più che demonizzare il Superbonus o farne un totem intoccabile da parte di alcune forze politiche come il M5S, servirebbe una verifica senza pregiudizi e auspicabilmente un intervento per mettere ordine in un sistema di incentivi per l’edilizia che somiglia sempre più a un ginepraio.
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