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Alitalia addio

Questa sera l'ultimo volo della gloriosa e sventurata compagnia di bandiera

Paolo Mazzanti 14/10/2021

 Alitalia addio Alitalia addio Questa sera alle 22.05 parte l’ultimo volo (Cagliari-Roma) di Alitalia, la nostra gloriosa e sventurata compagnia di bandiera. Da domani non volerà piu’ e cederà il testimone a Ita, sempre pubblica ma mignon (2800 addetti contro i 10.500 di Alitalia). Si chiude così una storia di 74 anni che ha portato il tricolore e il Made in Italy in giro per il mondo. Il 5 maggio 1947 il primo volo nazionale Torino-Roma-Catania con un aereo Fiat G-12 E. Due mesi dopo, il primo volo internazionale Roma-Oslo con un aereo Savoia Marchetti SM95 e 38 passeggeri. Nel 1950 le prime hostess Alitalia con le divise delle Sorelle Fontana e i primi pasti caldi della nostra tradizione culinaria che contribuirono a fare della nostra compagnia una delle preferite dalla clientela internazionale. Il salto nel 1960 e le Olimpiadi di Roma: con un milione di passeggeri, Alitalia divenne la dodicesima compagnia al mondo ed entrò nell’Olimpo.
 
La discesa agli inferi comincio’ il 28 aprile 2000, quando l’olandese Klm stracciò l’integrazione con Alitalia negoziata dall’Ad Cempella, che avrebbe creato uno dei primi gruppi mondiali. Klm aveva chiesto e ottenuto di concentrare i voli sull’hub di Malpensa, chiudendo Linate. Milano si oppose e il governo D’Alema (ministro dei trasporti Treu) prorogo’ Linate. Gli olandesi conclusero che noi italiani eravamo inaffidabili, uscirono dall’intesa pagando una salatissima penale e poco dopo si allearono con Air France. E Alitalia inizio’ la picchiata. L’altro tentativo di salvataggio fu l’ipotesi di cessione proprio ad Air France-Klm negoziata dal governo Prodi, che naufrago’ a causa di Berlusconi il quale in campagna elettorale impugno’ il vessillo dell’italianità, poco dopo vinse le elezioni e cedette Alitalia all’allegra brigata dei “capitani coraggiosi” che le accollarono anche l’agonizzante Air One e tirarono avanti qualche anno. Da Oriente arrivo’ un cavaliere bianco, Ethiad, con Montezemolo nel ruolo di cupido. Esausti, dopo un paio d’anni, gli emiratini chiesero ai dipendenti un po’ di sacrifici in cambio di un indispensabile aumento di capitale per tirare avanti. I dipendenti, per referendum, risposero picche. E gli Emiri se ne tornarono nel deserto. Nel frattempo, l’Alta velocita’ ferroviaria e le low cost stavano erodendo i ricavi, senza che Alitalia riuscisse a riposizionarsi sul lungo raggio. Così, tra commissariamenti e manifestazioni dei dipendenti (che forse oggi rimpiangono il no al referendum), siamo arrivati al mesto epilogo di stasera. Compagnia fallita. E noi contribuenti abbiamo buttato nella fornace “di bandiera” una dozzina di miliardi. E sappiamo anche chi ringraziare.
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