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Ita ci costa il doppio della digitalizzazione della PA

Una mozione parlamentare impegna il governo ad assicurare la “pace sociale” nel settore aereo

Claudio Di Donato 07/10/2021

Ita ci costa il doppio della digitalizzazione della PA Ita ci costa il doppio della digitalizzazione della PA Anche in tempo di pandemia alcune stantie liturgie della politica sono dure a morire. Il piano per la nascita di Ita incassa la dura reazione di sindacati e dipendenti e subito si mobilitano partiti di maggioranza e opposizione. Il risultato sono due mozioni presentate alla Camera che approva quella di maggioranza e boccia quella di Fratelli d’Italia (ma le differenze dei testi sono più lessicali che sostanziali). Il documento che impegna il Governo ad assicurare pace sociale e un futuro radioso alla nuova compagnia parte dalla premessa che “disporre di una compagnia di bandiera è fondamentale in particolare per garantire adeguati collegamenti aerei su tutto il territorio”. La mozione però si spinge oltre. Dal momento che l’Italia è il secondo mercato europeo del trasporto aereo e il decimo al mondo è impensabile non avere un vettore nazionale, come se la dimensione dei mercati sia determinata dalla carta d’identità degli operatori. Si potrebbe osservare che la Gran Bretagna è il secondo mercato europeo dell’auto senza avere un costruttore con passaporto britannico e che il mercato italiano del trasporto aereo è molto rilevante (in 20 anni i passeggeri sono passati da 92 a 193 milioni) nonostante Alitalia, un’azienda via via sempre più marginale a prescindere dagli assetti proprietari (privati e Stato), non avendo i mezzi finanziari per essere una compagnia globale o una struttura di costi per competere con le low cost.
 
Soltanto negli ultimi anni Alitalia ha beneficiato di risorse pubbliche per oltre 4 miliardi, sprecando quasi 5 anni nel velleitario tentativo di vendere la compagnia come se fosse un prezioso gioiello. Non è populismo sottolineare che i costi recenti di Alitalia e quelli di Ita nel prossimo triennio sono oltre il doppio di quanto il Pnrr destina alla cybersecurity ed ai servizi digitali della Pubblica amministrazione. Invece che prendere atto dell’incapacità italica di gestire un vettore aereo con criteri di mercato, liquidare Alitalia e farsi carico della protezione sociale dei dipendenti, la politica ha preferito indossare i panni del cavaliere bianco. Siamo oltre l’accanimento terapeutico.
 
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