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La corsa dei prezzi del gas durerà tutto l'inverno

Calate del 10% rispetto al 2019 le forniture spot dalla Russia

Pia Saraceno 05/10/2021

La corsa dei prezzi del gas durerà tutto l'inverno La corsa dei prezzi del gas durerà tutto l'inverno Il ritorno alla normalità energetica in Europa è previsto dai mercati per la seconda metà del 2022, se non ci saranno nuove sorprese. La ripresa ha riportato la domanda di gas europea sui livelli del 2019, ma con prezzi che sono di oltre tre volte superiori nella media dei primi 8 mesi. Motivi contingenti del boom e l’entrata a regime di interventi strutturali fanno sperare che il picco potrebbe essere vicino, per poi a partire dall’estate dell’anno prossimo vedere un ritorno alla normalità. I prossimi mesi saranno tuttavia difficili: la situazione è scappata di mano e le carenze di offerta sommate ad una domanda in aumento anche per motivi stagionali trova l’Europa impreparata. Nei mesi scorsi l’offerta per l’Europa si è ridotta per una somma di fattori contingenti e strutturali: le strozzature causate dalle manutenzioni in Norvegia, le riduzioni programmate a Groninghen, i numerosi problemi sulle infrastrutture GNL in Francia e UK. La dipendenza dalle importazioni è aumentata, ma la flessibilità in passato concessa dal nostro principale fornitore si sono fortemente ridotte: le forniture spot della Russia sono calate del 10% sul 2019, solo in parte compensate dall’aumento delle flessibilità dall’Algeria. Le importazioni di GNL dal resto del mondo sono diventate quindi cruciali per far fronte alla domanda e il prezzo mondiale del GNL è diventato il prezzo di riferimento. I contraccolpi delle tensioni prodotte dalla domanda dei mercati asiatici (la Cina assorbe il 70% della domanda mondiale di GNL) e la riduzione della produzione rinnovabile in America Latina (il Brasile a gennaio ha aumentato l’import di gas del 90%) hanno fatto dirottare le navi GNL degli USA con destinazione Europa verso i più convenienti mercati asiatici e latino-americani.
 
Il boom del prezzo sta già potenziando l’attività d’investimento in capacità di liquefazione, ma non ci si può contare per questo inverno che ha un problema aggiuntivo. L’aumento improvviso dei prezzi nel periodo estivo ha rallentato la normale ricostituzione delle scorte, solo il 70% della capacità di stoccaggio europea è stata utilizzata e con l’inizio della stagione fredda difficilmente si potrà colmare il divario. Inoltre, le vie attraverso cui il gas russo raggiunge l’Europa sono in evoluzione e sta aumentando il potere negoziale di Gasprom che per bypassare l’Ucraina sta attivando nuovi contratti di lungo periodo con Ungheria, Grecia e Germania, ma il North Stream sarà operativo solo tra 8 mesi. E’ possibile che un’accelerazione delle procedure per aprire il transito sul North Stream avvenga a condizioni meno gradite all’Europa, certamente a prezzi non di favore. Staremo a vedere.
 
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