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Lavoro, il fenomeno della riallocazione ancora poco conosciuto

Servono politiche attive orientate alla formazione più che alla ricerca di occupazione

Claudio Di Donato 01/10/2021

Lavoro, il fenomeno della riallocazione ancora poco conosciuto Lavoro, il fenomeno della riallocazione ancora poco conosciuto I contratti a tempo determinato continuano a trainare la ripresa dell’occupazione: quasi il 90% delle 830mila attivazioni nette tra gennaio e agosto, ma non significa che il trend positivo sia nella sostanza effimero. I contratti a tempo determinato erano stati i più colpiti dagli effetti della pandemia. La quota di contratti a termine sul totale risale così al 16,8% dal 14% dell’analogo periodo del 2020 e comunque resta inferiore al 17,2% del 2019. Tuttavia oltre al fisiologico recupero sui contratti a termine ha influito anche la proroga della eliminazione della causale introdotta con il decreto dignità. L’altro fenomeno che emerge dalle comunicazioni periodiche è quello della riallocazione settoriale, che dovrebbe essere analizzato con particolare attenzione per disegnare strumenti efficaci per le politiche attive. La pandemia e le varie restrizioni che hanno colpito in modo differenziato le attività economiche hanno accelerato i processi riallocativi. Sta aumentando la quantità di lavoratori che si sposta da un settore a un altro.
 
Osservando i numeri, costruzioni e istruzione sono i due segmenti con maggiore attrattività (nelle costruzioni il totale delle attivazioni è raddoppiato sul 2019) ma i processi riallocativi scontano la carenza di strumenti nuovi ed efficaci per le politiche attive. Nel solo secondo trimestre si è verificato un autentico boom di posti vacanti, l’1,6% nell’industria e 2% nei servizi, il doppio rispetto alla media degli ultimi 5 anni. Un tale contesto dovrebbe ispirare una nuova filosofia per la riforma in arrivo degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive: spostare l’impronta dai meccanismi di ricerca del lavoro, alla valorizzazione del capitale umano. E’ tempo che l’Italia riduca i ritardi in materia di formazione professionale.
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