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La Bce attende segnali da Cina e Usa

Decisioni rinviate a dicembre: conterà l'andamento della crescita cinese e americana

Marcello Messori 13/09/2021

Christine Lagarde Christine Lagarde Le scelte settembrine del Consiglio direttivo della Bce hanno privilegiato la continuità. Sebbene la presidente Lagarde abbia riconosciuto che l'euro-area sta realizzando un rimbalzo economico superiore alle previsioni e che i tassi attesi dell'inflazione di medio termine sono in leggero rialzo, la decisione unanime è stata di introdurre un solo e modesto cambiamento: il ritorno a quel ritmo di acquisti netti di titoli, mediante il programma di emergenza (Pepp), che era stato raggiunto nei primi mesi del 2021. Diversamente da quanti auspicavano una netta riduzione del Pepp, la Bce ha così ribadito la possibilità di utilizzare quasi per intero la dotazione finanziaria del programma (1.850 miliardi di euro) entro la data della sua scadenza prevista (marzo 2022). La domanda da porsi riguarda, quindi, le ragioni di questa cautela.
 
Nell'interlocuzione con i giornalisti, Lagarde ha suggerito più volte una possibile risposta: le decisioni strategiche della Bce sono rimandate alla riunione del prossimo dicembre, allorché si realizzerà l'ultima operazione in calendario del programma di rifinanziamento del settore bancario a tassi anche pari al -1% (T-Ltro3), diventerà imminente la scadenza del Pepp, verrà aggiornato il quadro macroeconomico interno e internazionale. Si noti però che, essendo nota l'estensione temporale dei programmi della Bce, solo il terzo fattore arricchirà in modo sostanziale l'informazione di dicembre rispetto a quella già disponibile oggi. Ciò rende evidente lo spettro, che ha aleggiato sull'incontro della Bce (come, pur se in modi diversi, sul convegno di Jackson Hole tenutosi qualche settimana fa) e che ha suggerito posizioni attendiste: l'attuale rallentamento cinese e il temuto rallentamento statunitense. Si tratta di un temporaneo "vuoto d'aria", imputabile alle strozzature negli approvvigionamenti produttivi, oppure del primo segnale di stagflazione? 
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