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Il Pil veleggia verso il 6%

Incognite sul resto dell'anno anche per la variante Delta

Sergio De Nardis 06/09/2021

Il Pil veleggia verso il 6% Il Pil veleggia verso il 6% I dati Istat sul II trimestre hanno confermato il forte rialzo del Pil (2,7% sul I), superiore a quello di Germania e Francia. Tutte le componenti della domanda finale hanno contribuito, in prima linea i consumi (5%): il risparmio forzosamente accantonato dalle famiglie nei mesi passati ha preso a mobilitarsi in acquisti, per ora soprattutto di servizi e beni semidurevoli, in misura anche più intensa di quanto atteso dai previsori. Apporti positivi si sono avuti pure dagli investimenti (tanto in costruzioni quanto in macchinari e mezzi di trasporto) e dalle esportazioni che hanno superato le importazioni. Grazie al risveglio dei consumi, è balzato il valore aggiunto dei settori più colpiti dalle chiusure: commercio, trasporti, ristorazione, intrattenimento sono saliti di circa l'8%. Nel complesso, la domanda finale interna ed estera (al netto dell’import) è cresciuta del 3,4%. La dinamica del Pil è stata inferiore a causa di un decumulo di scorte.
 
Cosa attendersi per il resto dell'anno? E’ possibile che vi sia una moderazione della crescita nel III trimestre, ma non così intensa. Le indicazioni di luglio-agosto sono state ancora positive per i servizi, mentre l'industria ha continuato a beneficiare del recupero competitivo sui mercati esteri. Punti interrogativi maggiori riguardano il IV trimestre, quando si verificherà se la variante delta impone nuove restrizioni. Nell'insieme, le tendenze confermano che la crescita del 2021 potrà attestarsi intorno al 6%, cifra verso cui stanno ora gradualmente convergendo i previsori. Potrebbe risultare superiore, se il trimestre estivo si dimostrerà ancora forte e l’eventuale frenata del IV limitata. Con questi sviluppi, il 2022 erediterà una buona base di partenza (il rialzo acquisito del Pil sarebbe di circa il 2%) su cui innestare, se l'epidemia rimane sotto controllo, una robusta ripresa (nell'ordine del 4%) trainata dallo stimolo delle spese del Pnrr. La Nadef, in elaborazione, potrà dunque contare sul sostegno di una buona congiuntura.
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