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Ex Ilva, il difficile ruolo dello Stato arbitro e giocatore

Tra ammodernamento ecologico dello stabilimento e nuova cassa Covid

Claudio Di Donato 23/07/2021

Ex Ilva, il difficile ruolo dello Stato arbitro e giocatore Ex Ilva, il difficile ruolo dello Stato arbitro e giocatore C’è un episodio che sottolinea i conflitti per lo Stato quando indossa la casacca del giocatore nel terreno dell’economia. Sulla delicata partita dell’ex Ilva la società composta da Arcelor Mittal e Invitalia (lo Stato giocatore) ha presentato al ministro Cingolani (Stato arbitro) la richiesta di spostare a gennaio prossimo la scadenza per l’ammodernamento della cockeria del sito di Taranto. L’arbitro ha negato la proroga, ed è la prima volta. Ma lo Stato arbitro ha concesso allo Stato giocatore altre 13 settimane di cig Covid con un decreto ad hoc per l’ex Ilva. La pandemia ha rafforzato più che mai la spinta per una maggiore presenza dello Stato nell’economia come dimostrano i dossier Alitalia e Ilva anche se le crisi delle due aziende non hanno nulla a che fare con gli effetti del Covid. Le modalità di intervento tuttavia difettano di visione strategica, l’unica molla è l’interventismo pubblico davanti ai fallimenti di mercato. C’è anche uno Stato allenatore (non gestisce imprese ma le accompagna sul percorso di crescita) ma la scelta dei giocatori spesso è affidata al caso.
 
 
A ben vedere, nella partita ex Ilva la mano pubblica è una sorta di Giano bifronte, un po' giocatore e un po' allenatore, alle prese con un partner che ha già relegato l’esperienza italiana nel passato. A breve si conoscerà il piano industriale dell’ex Ilva rinazionalizzata che secondo alcuni esponenti del governo dovrà essere un modello per l’Europa e il mondo. Ambizione nobile che dovrà fare i conti con alcuni potenziali conflitti di interesse in capo allo Stato. Il principale riguarda la transizione ecologica che ricorda la compatibilità tra produzione e salute che a Taranto non ha trovato risposte adeguate. La transizione è un processo necessario ma non è gratis, anzi i costi sono elevati e inversamente proporzionali al timing per raggiungere gli obiettivi. La gradualità sarà determinante, ma lo Stato giocatore potrebbe convincere lo Stato arbitro a imboccare qualche scorciatoia.
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