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Se Wall Street attrae più di Milano

La quotazione a New York dei gruppi Stevanato e Zegna

Stefano Micossi 23/07/2021

Se Wall Street attrae più di Milano Se Wall Street attrae più di Milano Tra le molte notizie che richiamano l’attenzione degli ultimi giorni non vorrei fosse sfuggito il fatto che due neo-quotate italiane – il Gruppo Stevanato e il Gruppo Zegna – l’accesso al listino di borsa sono andate a cercarselo a New York. Nel primo caso, una società con fatturato intorno ai 660 milioni di euro ha ottenuto una valutazione di mercato di 6,3 miliardi di dollari (5,34 miliardi di euro al cambio corrente euro/dollaro) raccogliendo all’IPO circa 670 milioni di dollari (570 milioni di euro). Quanto al Gruppo Zegna, il collocamento è annunciato entro la fine dell’anno; il prezzo di collocamento implica una capitalizzazione di 2,5 miliardi di dollari (2.1 miliardi di euro) per una società che fattura 1,2 miliardi. La quotazione avverrà attraverso una fusione con Investindustrial Acquisition Corp., una special purpose acquisition corporation (Spac) promossa dal gruppo Investindustrial. In questo modello, la quotazione avviene mediante incorporazione in una ‘scatola’ già quotata, dunque senza presentare alle autorità né prospetto, né bilanci precedenti, né altre prove di compliance regolamentare.  Né pagando ricche commissioni alle banche di affari.
 
Queste due notizie fanno scalpore perché confermano la perdita di attrattività della borsa di Milano, appesantita da regole complicate e onerose in un mercato asfittico con scarsa liquidità. Simili valutazioni sul mercato di Milano sarebbero una chimera. Ciononostante, tutti i tentativi di semplificare la normativa italiana, resa ancora più complicata dalli molti fenomeni di gold plating della normativa europea, sono state sistematicamente respinti dalla Consob, tuttora dominata da una cultura giuridica obsoleta. Speriamo che arrivi presto il nuovo commissario, già designato dal governo nella persona della bocconiana Maria Chiara Mosca (e in attesa dei pareri delle competenti commissioni parlamentari) e che i nuovi equilibri nella Commissione consentano al collegio dei commissari di adottare le decisioni necessarie ad alleggerire gli oneri regolamentari e accelerare il processo di quotazione.
 
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