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Biden, la concorrenza e il Pnrr

Il presidente Usa ha varato una direttiva per promuovere la competizione in alcuni settori

Alberto Heimler 20/07/2021

Biden, la concorrenza e il Pnrr Biden, la concorrenza e il Pnrr Il 9 luglio il presidente Biden ha emanato una direttiva volta a promuovere la concorrenza nell’economia americana. La direttiva ha un certo interesse anche per noi in vista delle misure a favore della concorrenza che il Governo intende emanare nei prossimi mesi. Negli Usa la direttiva persegue svariati obiettivi: far funzionare meglio l’operare delle forze del mercato in settori iper regolati come il settore degli apparecchi medicali, il settore agricolo e quello dei farmaci; bloccare diffuse pratiche monopsonistiche volte a impedire a lavoratori essenziali di cambiare lavoro e, tramite gli accordi tra imprese, a mantenere bassi salari e stipendi; eliminare le ingiustificate restrizioni regolamentari all’ingresso in tante professioni e mestieri; rendere più efficace il controllo delle concentrazioni nell’economia digitale, nel settore ospedaliero e in settori e ambiti caratterizzati da controlli posti in essere da una pluralità di agenzie; ristabilire la neutralità della rete e consentire a tutti la medesima velocità di trasmissione. In altre parole Biden cerca di promuovere la concorrenza in mercati nei quali essa è bloccata da regole o da pratiche volte a isolarli dalla disciplina concorrenziale.
 
Alcuni di questi aspetti sono già affrontati a livello europeo, soprattutto in materia di economia digitale. Il nostro Pnrr, che ha una sezione dedicata alla promozione della concorrenza, si sofferma invece su settori completamente diversi: i servizi pubblici locali, il trasporto pubblico locale, le concessioni idroelettriche, le concessioni per la distribuzione del gas, le concessioni demaniali portuali, la gestione dei rifiuti, il settore elettrico, tutti mercati nei quali la concorrenza è bloccata, essendo in larghissima parte monopoli naturali. Si tratta di ambiti nei quali anche negli Usa il mercato ha scarse possibilità di svolgere una efficace funzione di disciplina e che pertanto non sono neanche accennati nella direttiva Biden. Sono infatti settori nei quali la concorrenza svolge soprattutto la funzione di consentire l’accesso ad altri operatori e imprese (e per questo sono di interesse comunitario nella prospettiva della realizzazione del mercato interno), ma nei quali essa ha un impatto quasi nullo in termini di efficienza e innovazione. Anche in Italia, come negli Usa, sarebbero invece soprattutto necessari interventi per favorire l’accesso di nuovi operatori per molti mestieri, professioni e attività e per questo occorrerebbe introdurre una efficace valutazione concorrenziale della regolazione, non solo di quella in via di modificazione, come già avviene nell’ambito dell’analisi d’impatto della regolazione, ma anche di quella esistente, mantenendo le restrizioni concorrenziali solo se sono strettamente necessarie al perseguimento di un interesse generale chiaramente definito.
 
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