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La Ue presenta la tassa sul carbonio

Prezzare le emissioni di Co2 è la via maestra contro i cambiamenti climatici

Pia Saraceno 13/07/2021

Ursula von der Leyen Ursula von der Leyen A pochi giorni dalla presentazione della proposta della prima tassa europea sul carbonio (Cbam), i ministri delle finanze ed i governatori delle principali economie industrializzate ammettono per la prima volta in modo unanime che prezzare le emissioni di CO2 è la via maestra per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni. L'unione dìintenti è la premessa per trovare un accordo sul modo in cui il costo del carbonio dovrà essere fatto pagare a chi ha contribuito in passato all'aumento della sua concentrazione in atmosfera e sta maggiormente contribuendo. Come è emerso a Venezia, la condivisione degli obiettivi non ha ancora portato però all'identificazione di strumenti condivisi in grado di affrontare le questioni più divisive. Se ne inizierà a capire di più forse al G20 Ambiente, in attesa della Cop26. Cruciale sarà anche verificare come le diverse proposte terranno conto del principio della responsabilità differenziata dei paesi sviluppati e di quelli meno sviluppati nel sopportare le conseguenze della transizione verso un diverso paradigma di funzionamento dei sistemi economici.
 
La Commissione Europea con il pacchetto Fit for 55%, che presenterà domani, punta a un insieme di interventi coerenti sui diversi aspetti della regolazione e della legislazione con gli obiettivi della legge sul clima appena approvata. E' il primo passo, cui seguirà l'approvazione del Parlamento e l'accordo dei Governi. Gli interessi economici e i punti di partenza molto differenziati daranno luogo a inevitabili opposizioni, compromessi, richiesta di eccezioni che richiederanno complesse negoziazioni.  La nuova tassa è il piatto forte del pacchetto, dovrà coordinarsi con una riforma del sistema Ets, sostituendo le norme in vigore per proteggere i settori energy intensive  soggetti al "carbon leakeage". Per questi settori che ricevono quote gratuite si annuncia un periodo di transizione di 3 anni a partire dal 1 gennaio 2023, primo anno della nuova tassa. Il sistema Ets si prevede dovrà poi essere esteso anche ai settori fino ad oggi non inclusi come i trasporti.
 
Stando ai risultati di una survey condotta dal Ft, le imprese, anche se al 92% dichiarano la loro approvazione alle politiche di contrasto al cambiamento climatico, cercano di mitigarne le conseguenze nell'orizzonte temporale dei prossimi 10 anni: solo nel 36% dei casi hanno introdotto target climatici nei loro Piani per il 2030 coerenti con le ambizioni e nel 30% dei casi non hanno alcun obiettivo. L'impianto proposto per il Cbam dovrà poi passare il vaglio del Wto. Ma soprattutto l'obiettivo dell'Europa di diventare paladina delle politiche di contrasto al cambiamento climatico globale attraverso il commercio, non vede consenzienti molti partner commerciali: alcuni hanno minacciato ritorsioni; tra i paesi in via di sviluppo vi è chi vede nell'introduzione unilaterale di una tassa come la Cbam l'ultima forma di imperialismo, contrario ai principi di equità e responsabilità differenziata concordati a Parigi. Il cammino per l'approvazione del progetto europeo è ancora lungo.
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