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Congelata la metà del credito alle imprese

Occorre rendere più flessibile il quadro regolamentare europeo

Claudio Di Donato 31/03/2021

Congelata la metà del credito alle imprese Congelata la metà del credito alle imprese Gli interventi emergenziali per contenere la crisi provocata dalla pandemia hanno profondamente modificato il settore del credito in Italia. Secondo un’analisi della Cna, nel 2020 gli impieghi alle imprese sono aumentati di 42 miliardi dopo 9 anni di costante contrazione mentre le sofferenze sono scese di oltre il 30%. Ma tali dinamiche sono state pesantemente condizionate dalle moratorie e dal sistema delle garanzie pubbliche. In totale, 350 miliardi di euro tra prestiti e linee di credito congelati (200 miliardi le moratorie, 130 miliardi il Fondo di Garanzia e 20 miliardi la Sace), pari al 46,5% dello stock di credito al sistema produttivo.
 
Prorogare alcune delle misure straordinarie, in scadenza a giugno, è fondamentale per evitare che un problema di liquidità si trasformi in un grave problema di solvibilità. Ma per scongiurare uno shock occorre altro. Il progressivo venir meno del sostegno pubblico rischia di essere un esercizio molto complicato. Allora sarebbe meglio pensare ad alcuni cambiamenti, a partire da una maggiore flessibilità del quadro regolamentare comunitario. Le nuove disposizioni sul default, la rigidità del calendar provisioning ma anche la lentezza degli interventi dell’Eba rappresentano un serio ostacolo. Superare il limite dei 72 mesi per la durata dei finanziamenti che possono beneficiare di garanzia pubblica e introdurre strumenti per favorire la rinegoziazione delle posizioni congelate con le moratorie sarebbero un segnale importante. Da vent’anni le crisi sono la costante mentre le fasi di normalità rappresentano l’eccezione e l’Europa fatica a causa di un sistema estremamente rigido confermato dal fatto che a ogni shock si sospende il quadro regolamentare. Iniziare a riflettere su un’architettura che funzioni anche durante le crisi dovrebbe essere in cima all’agenda delle riforme.
 
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