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Draghi e il nuovo "consensus"

Da presidente del G20 dovrà affrontare il riordino delle regole economiche globali

Fabrizio Galimberti 18/02/2021

Mario Draghi Mario Draghi Mario Draghi di cappelli ne ha indossati tanti. Da professore ordinario a consigliere e poi direttore generale del Tesoro, da Governatore della Banca d'Italia a Chairman del «Financial Stability Board» (FSB), da Presidente della Bce a...  Presidente del Consiglio (lo diamo per fatto). E a fine ottobre dovrà mettere anche un altro cappello, per presiedere il G20, che si riunirà a Roma con la presidenza italiana. Fu sotto gli auspici del G20 che fu creato, nel 2009, il FSB (di cui Draghi fu il primo Chairman) e la riunione di ottobre si troverà di fronte nuove sfide, già messe nero su bianco da Kristalina Georgieva, la numero uno del Fondo monetario. Abbiamo di fronte un "momento Bretton Woods", disse in un discorso dello scorso ottobre. Il famoso "Washington consensus" (scambi liberi, forze di mercato, lotta all'inflazione e ai deficit pubblici) era già andato in soffitta da tempo, e la pandemia ha piantato altri chiodi nella bara.
 
C'è bisogno di un nuovo consensus, e la Georgieva ha indicato tre imperativi: nuovi principi per le politiche economiche, inclusività e cambiamenti climatici. Degni obiettivi, che hanno bisogno di essere declinati. Nel recente Rapporto del Gruppo dei Trenta, Draghi ha cominciato a declinarli, e ulteriori progressi potranno essere fatti quando si metterà il cappello della presidenza del G20. E, se dopo aver sistemato l'Italia il Nostro potesse anche forgiare un nuovo consensus internazionale? Come ha detto qualcuno, in quel caso, altro che "super Mario"! Dovremmo raccogliere i fondi per una statua equestre...
TAG: draghig20
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