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La tempesta perfetta nel mercato del lavoro

A fine marzo scade il blocco dei licenziamenti

Domenico De Masi 15/02/2021

La tempesta perfetta nel mercato del lavoro La tempesta perfetta nel mercato del lavoro Gli entusiasmi verso il prossimo governo Draghi, speculari alle critiche concentriche verso il passato governo Conte, risultano parimenti enfatici e probabilmente, provocano analogo imbarazzo all’uno e all’altro. Fra qualche settimana Draghi dovrà prorogare il blocco dei licenziamenti, proprio come avrebbe fatto Conte e, allo stesso modo, dovrà mantenere, se non rafforzare, il Reddito di Cittadinanza. È molto probabile che persino il nuovo Recovery Plan finisca per essere molto simile a quello pubblicato il 12 gennaio scorso sul sito del Mef. Così pure i tempi delle vaccinazioni sono dettati dalla disponibilità dei vaccini piuttosto che dall’andamento delle vaccinazioni, che in Italia procede meglio che nel resto d’Europa. Il vero primo scoglio che potrà fare la differenza tra la gestione Draghi e quella Conte è il lavoro. Il ministro Gualtieri, intervenendo a “Di martedì” aveva annunziato una proroga del blocco. Se invece Draghi, accontentando gli imprenditori, sbloccasse i licenziamenti, allora nel mercato del lavoro si scatenerebbe una tempesta perfetta determinata dall’azione sincronica di almeno tre fattori: i fallimenti delle imprese fragili determinati dalla pandemia, con il conseguente licenziamento di alcune centinaia di migliaia di occupati; l’accelerazione del ricorso a nuove tecnologie, sostitutive di lavoro umano; l’effetto di 4-5 milioni di telelavoratori che, adottando lo smart working, ridurranno l’uso di veicoli, carburanti, mense aziendali, ecc., provocando disoccupazione in questi settori.
 
Il problema occupazione resterà allarmante anche dopo che il Recovery Plan avrà cominciato a dispiegare la sua azione. Serviamoci per un attimo delle cifre contenute nella bozza di Gualtieri e che, probabilmente, resteranno più o meno le stesse nella versione di Draghi. Se verranno investiti 46,3 miliardi nella digitalizzazione, le tecnologie labour saving così immesse nel sistema produttivo e nella Pubblica Amministrazione determineranno un surplus di manodopera che difficilmente potrà essere assorbito dai settori incentivati.
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