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Dalla Ue monito su conti e debito

Permanenti aumenti di spese o riduzioni di tasse mettono a rischio la sostenibilitÓ finanziaria

Stefano Micossi 18/11/2020

 Dalla Ue monito su conti e debito Dalla Ue monito su conti e debito È uscita poco fa l’opinione della Commissione europea sul Documento programmatico di bilancio che il governo italiano le aveva inviato il 19 ottobre scorso. Seppure con tutte le incertezze del caso, il documento fornisce un aggiornamento importante sullo stato dei nostri conti pubblici. In primo luogo, le nuove previsioni economiche della Commissione per l’Italia, indicano una caduta del Pil quest’anno del 10%, un po’ più alta di quella del governo (9%), e un minore rimbalzo (del 4%, contro il 6 ipotizzato dal governo) l’anno prossimo. Il risultato scontato è che il disavanzo, a politiche invariate, salirà di circa un punto percentuale, in prossimità dell’8% del Pil (da oltre il 10 di quest’anno). La riduzione del rapporto debito/Pil prevista dal governo secondo la Commissione non si verificherà, ma anzi il rapporto salirà vicino al 160%. Questo risultato diventa scontato tenendo conto delle nuove misure di sostegno appena varate, che valgono l’1,2% del Pil.
 
La Commissione riconosce che nelle circostanze attuali la politica di bilancio dell’Italia non viola le sue raccomandazioni, tenuto conto della sospensione in atto del Patto di Stabilità e Crescita e dell’esigenza di continuare a sostenere l’attività economica. Ma richiama la nostra attenzione sul fatto che una parte significativa delle misure di sostegno – pari all’1,1% del Pil – non ha l’auspicabile carattere temporaneo, ma anzi configura permanenti aumenti di spesa o riduzioni di entrate. Elencano tra queste lo sgravio contributivo al Mezzogiorno, il credito d’imposta sull’occupazione, il family bonus e maggiori spese varie dei ministeri. Tali esborsi mettono a rischio la futura sostenibilità del debito pubblico.
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