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Una manovra incerta per il Covid

Ammontare lordo di quasi 40 miliardi ma "balla" il deficit 2021

Sergio De Nardis 16/11/2020

Roberto Gualtieri Roberto Gualtieri Il governo si appresta a varare la manovra di bilancio 2021. L'ammontare lordo è di quasi 40 miliardi. Il presidente Conte ha parlato di anno della riforma fiscale, ma in realtà nel 2021 ben poche risorse potranno essere destinate a quest'obiettivo (ci si limiterà all'assegno unico per figli). Una quota importante sarà ancora monopolizzata dalla necessità di far fronte all'emergenza Covid, che risulta peraltro aggravata rispetto alle previsioni di 1-2 mesi fa, quando furono approvati i documenti programmatici (Nafef e Dpb) nel cui alveo l'attuale manovra ancora si colloca. Tali documenti stabilivano un deficit del 7% nel 2021, in peggioramento di 1,3 punti (circa 23 miliardi) rispetto allo scenario a legislazione vigente.
 
Sulla base di questa programmazione, quindi, la manovra sarebbe realizzata per tre quinti in disavanzo e per il resto (circa 15 miliardi) sarebbe coperta con maggiori entrate e minori uscite. Nel 2021 si avrebbero, inoltre, le prime sovvenzioni del Recovery fund (0,8 punti di Pil) che comunque non creerebbero deficit. Su un tale quadro si addensano gli interrogativi indotti dalla nuova ondata della pandemia che impatta sui conti sia per l'ampliamento delle risorse che devono essere destinate al suo contrasto sia per gli effetti sul quadro macroeconomico.
 
La recrudescenza Covid porta a estendere ulteriormente gli interventi a favore di famiglie (Cig e altri sostegni) e imprese (liquidità e fondi di garanzia). Finora il governo è riuscito a trovare nel bilancio le coperture per far fronte alle crescenti necessità senza dover modificare l'obiettivo di deficit, ma è dubbio che ciò sia ancora possibile quando si decideranno nuovi ampliamenti dei ristori volti a compensare gli effetti delle ultime chiusure (anche se qualche spazio probabilmente ancora c'è, ad esempio anche in una minore spesa per interessi). Ma il punto è che quello stesso obiettivo di disavanzo andrebbe riconsiderato alla luce del peggioramento dello scenario economico. Nella previsione governativa pre-recrudescenza il Pil nel 2021 aumenta del 6%.
 
La Nadef fornisce anche valutazioni degli effetti macro di una nuova ondata epidemica, senza trarne, però, le conseguenze per i conti pubblici. Secondo tali stime il tasso di crescita si abbasserebbe di 2,4-3,3 punti. Se così fosse, l'obiettivo di deficit per il 2021 andrebbe rivisto in peggio, per il solo effetto crescita, di 1-1,5 punti di Pil. Data l'incertezza, la prospettiva di deterioramento potrebbe essere maggiore o minore. Proprio per questo sembra raccomandabile un aggiornamento straordinario nel prossimo periodo - quando si avranno più informazioni congiunturali, ma ben prima del Def di aprile - della previsione macroeconomica da cui dipende impianto e attendibilità dell’intera programmazione finanziaria.
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