Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

La demagogia pensionistica

ůů e i contorcimenti costituzionali

Giuseppe Roma 28/10/2020

La demagogia pensionistica La demagogia pensionistica La Corte Costituzionale, con uno stringato comunicato stampa, ha preannunciato un’originale sentenza relativa alle misure previste nella legge di bilancio 2019, confermando il raffreddamento dell’indicizzazione e riducendo da 5 a 3 anni il periodo di vigenza del contributo di solidarietà per le pensioni oltre 100 mila euro lordi. Quest’ultima decisione viene motivata dal fatto che la misura, volta al contenimento della spesa compresa nel bilancio di previsione triennale dello Stato, diventa legittima se la sua durata è congruente con quell’arco temporale. Vedremo più compiutamente la sentenza. Certo sappiamo che la limitazione del contributo a qualche anno è una finzione di compromesso, dato che almeno dal 2000, seppur in modo intervallato, sono stati effettuati periodici prelievi straordinari sui pensionati. Tuttavia, sancire la costituzionalità del provvedimento sulla coincidenza fra periodo del prelievo e vigenza del bilancio, nei fatti, rischia di trasformare in permanente ciò che è costituzionale in quanto provvisorio. Sarebbe stravagante che, poiché ogni bilancio annuale effettua previsioni per il triennio successivo, anticipata la scadenza del contributo al 2021, lo si possa poi rinnovare fino al 2024, con la legge di bilancio dell’anno prossimo.
 
Il problema non è la solidarietà, ma la disparità fra cittadini. I pensionati con un reddito lordo (2018) superiore a 100 mila euro sono circa 50 mila, i contribuenti della stessa fascia di reddito, 502.779, 10 volte di più. Colpire i pensionati costituisce un trattamento difforme persino fra cittadini nelle stesse condizioni reddituali. Il balzello extra sui pensionati, poi, è il trionfo del populismo a buon mercato, che non tiene conto della già esistente giusta imposizione progressiva sui redditi. Le aliquote effettive, secondo Itinerari Previdenziali, salgono dal 19% per redditi attorno ai 35.000 euro al 31% per redditi attorno a 100.000 euro.  E, infine, ha senso motivare una tassazione supplementare che fa risparmiare poco più di 80 milioni di euro annui a fronte di provvedimenti che sono costati circa 11 miliardi? I pensionati agiati certo non diventeranno poveri, ma per tanto poco crescerà un sentimento di sfiducia verso le istituzioni, per le quali pacta sunt …carta straccia.
 
Altre sull'argomento
Il rebus dell'uscita da Quota 100
Il rebus dell'uscita da Quota 100
Bisogna evitare di rimettere in moto il meccanismo ascendente della ...
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.