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La ripresa dovra' attendere

Mentre il governo si accinge a stanziare nuovi aiuti per le attivitÓ economiche

Sergio De Nardis 26/10/2020

Roberto Gualtieri Roberto Gualtieri Si sta sempre più concretizzando quello che appariva già sei mesi fa come lo scenario più probabile per la nostra economia, ma che i previsori avevano singolarmente considerato solo un'ipotesi di rischio: non vi è continuità della ripresa dopo il rimbalzo del terzo trimestre. Si va, invece, incontro a una nuova contrazione del Pil, indotta dalla recrudescenza della pandemia. Ciò, in effetti, si poteva immaginare già a marzo quando le previsioni epidemiologiche indicavano un nuovo rigonfiamento dall'autunno della curva dei contagi, dopo l'attesa attenuazione estiva favorita dal lockdown, con una prospettiva, quindi, di Pil a singhiozzo. Si sperava che aumento di test e tracciamenti, miglioramento della capacità ospedaliera e maggior conoscenza delle cure consentissero di controllare meglio la propagazione del virus. Così evidentemente non è stato per inadeguatezze organizzative, cedimenti a pressioni settoriali (discoteche et similia), eccessi di ottimismo. Vista l'esperienza degli altri paesi, non si è trattato solo di un problema italiano.
 
Quanto intensa sarà la flessione dipenderà non solo dalla severità delle restrizioni che verranno via via decise a partire dal nuovo Dpcm, ma anche dalle precauzioni che molti cittadini stanno già spontaneamente adottando con conseguente frenata dei consumi. Nuove valutazioni dell'Upb in diverse ipotesi di peggioramento epidemiologico stimano una possibile contrazione nel IV trimestre, per maggiori restrizioni, compresa tra -3,5 e -8%. L'effetto si farebbe sentire sulla variazione media del Pil nel 2020 (calo più ampio di 1-2 punti) e determinerebbe un forte trascinamento negativo sul 2021. Le previsioni sono incerte: potrebbero essere migliori, ma anche peggiori, soprattutto se la debolezza si prolungasse alla prima parte del 2021, in attesa della disponibilità di un vaccino. In definitiva la ripresa è rinviata, si è ancora in piena emergenza e restano all'ordine del giorno le misure straordinarie di sostegno a imprese e lavoratori colpiti. Il governo intende venire incontro a tali esigenze col residuo non speso - pare dai 5 ai 10 miliardi - dei 100 stanziati per il 2020. Sarà sufficiente? Dipenderà dalla portata, che appare già superiore alle attese, del nuovo deterioramento dell'economia.
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