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Se la Bce rende pi¨ flessibili i suoi obiettivi

Pur senza mettere a rischio la propria indipendenza

Marcello Messori 23/10/2020

Christine Lagarde Christine Lagarde Nell'euro-area l'accentramento della politica monetaria e il decentramento vincolato delle politiche fiscali nazionali hanno reso prioritario salvaguardare l'indipendenza della Bce e semplificarne gli obiettivi. Così, a differenza di altre banche centrali (per esempio, la Fed), la Bce dovrebbe perseguire tassi medi di inflazione vicini al 2% e, solo in via mediata, soddisfare ulteriori target macroeconomici. In linea di principio, ciò consentirebbe alla Bce di evitare ogni commistione con le (spesso divergenti) politiche fiscali nazionali e con i processi di aggiustamento degli squilibri economici interni all'euro-area. Negli ultimi 14 anni, la ricorrenza di gravi crisi finanziarie e reali ha mostrato quanto sia stato velleitario ogni tentativo di isolare le funzioni della politica monetaria. In molte fasi della crisi europea del 2010-'13 e nei giorni successivi allo shock pandemico, gli interventi della Bce sono stati decisivi per salvaguardare la stessa integrità dell'euro-area. Sembrerebbe pertanto sensato arricchire gli obiettivi della Bce e sfruttare le potenzialità di unico attore accentrato della politica europea.
 
La Bce potrebbe mirare direttamente alla riduzione della disoccupazione negli stati-membri più fragili, al sostegno finanziario degli investimenti compatibili con la salvaguardia dell'ambiente, al parziale assorbimento dei debiti pubblici eccessivi, e così via. In questo modo, la Bce si assumerebbe però espliciti compiti di politica fiscale e comprometterebbe la sua indipendenza rispetto alle connesse policy nazionali. Viceversa, difendendo un pur ambiguo e frastagliato confina fra i suoi obiettivi di politica monetaria e gli obiettivi europei e nazionali di politica fiscale, la Bce può salvaguardare la sua indipendenza e incidere in modo indiretto ma efficace su variabili cruciali dell'economia 'reale'. Prova ne sia il “qualunque cosa ci vuole”, enunciato e realizzato da Draghi nell'estate del 2012. L'inevitabile ma eccessiva complessità di tale intervento suggerisce, peraltro, di rendere più flessibili gli obiettivi di inflazione della Bce pur senza stravolgerli; e la ridefinizione della soglia del 2% potrebbe essere un passo nella giusta direzione. Questo passo non risolve, tuttavia, altri due problemi aperti: come attuare un progressivo accentramento delle politiche fiscali nell'euro-area e come assicurare l'accountability di una banca centrale indipendente e con obiettivi meno nitidi.
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