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Cdp tra Borsa e Sia-Nexi

Bene le due operazioni, ma attenti ai conflitti d'interesse

Marcello Messori 12/10/2020

Piazza Affari Piazza Affari ll processo europeo per la costruzione di un'unione dei mercati dei capitali (Cmu) ha prodotto un'articolata normativa ma scarsi risultati economici; in particolare, fatta eccezione per pochi paesi, Cmu non ha attenuato l'eterogeneità fra le scelte di portafoglio degli investitori e la composizione della domanda di finanziamento delle imprese nell'euro-area. Di qui, un persistente bancocentrismo che ha assicurato crediti all'economia ma ha anche ostacolato gli aumenti dimensionali e la capacità innovativa dell'apparato produttivo. L'Italia è, al riguardo, un caso emblematico. Ogni rafforzamento nelle infrastrutture finanziarie e nei sistemi di pagamento europei segna, quindi, un progresso. In questa prospettiva, vanno apprezzate sia l'incorporazione di Borsa italiana (incluse Mts e altre società) in Euronext, sia la fusione fra Nexi e Sia. La prima operazione può avviare la creazione di istituzioni accentrate del mercato finanziario non-bancario europeo; la seconda offre esternalità per l'espansione delle transazioni digitali.
 
Il fatto che l'Italia stia svolgendo un ruolo cruciale in ambedue le operazioni rafforza l'opportunità per un più efficiente utilizzo macroeconomico della nostra ricchezza finanziaria e attenua un vincolo al nostro potenziale sviluppo. Pertanto, fatte salve successive valutazioni sui profili di prezzo e di governance delle due aggregazioni rispetto a parametri di efficienza, il coinvolgimento di Cdp appare giustificabile non solo per posizioni pregresse (in Sia) ma anche per la promozione dell'infrastrutturazione finanziaria. Essendo inscritto in iniziative pubblico-private e avendo impatti sull'intera economia europea, tale coinvolgimento rischia però di essere incompatibile con altre attività di Cdp. Inoltre, dati i potenziali conflitti di interesse che derivano dalla gestione delle reti finanziarie, Cdp avrebbe l'onere di provare che ogni suo intervento nella ristrutturazione e ricapitalizzazione di società italiane, destinate a competere a livello europeo, soddisfa il contratto stipulato con i detentori di risparmio postale e non distorce la concorrenza nel mercato unico. Per soddisfare quest'onere, Cdp dovrebbe fornire una chiara definizione del proprio perimetro di attività, intraprendere un coerente insieme di progetti e procedere alle conseguenti e opportune riorganizzazioni.
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