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Coi bonus riparte l'edilizia

... ma servono anche i progetti urbani

Giuseppe Roma 30/09/2020

Milano Milano Entra nella fase decisiva il programma d'interventi per la riqualificazione energetica, sismica ed estetica del patrimonio edilizio, sostenuto dai bonus fiscali del 110%. Con l'inizio dell'autunno, pur nella consapevolezza dei rischi per possibili ritorni della pandemia, la macchina produttiva sembra rimettersi in moto. Gli indici di settembre segnalano una ripresa di fiducia di imprese e consumatori, mentre crescono le attese per gli effetti che i diversi provvedimenti potranno sortire su economia e occupazione. In questo quadro, un accresciuto contributo delle costruzioni al Pil riempirebbe il tassello mancante che ha tenuto, in questi anni, la dinamica di crescita del nostro paese molto al di sotto delle medie europee. Nel 2019, il valore aggiunto per abitante dell'edilizia è stato in Italia del 27% più basso di quello dell'Area Euro e addirittura del 38% rispetto a Germania e Francia.
 
Mancano soprattutto gli investimenti infrastrutturali e la rigenerazione di grandi comprensori delle periferie urbane. In attesa di interventi strategici e piani di salvaguardia territoriale, l'iniziativa diffusa sembra dare i suoi frutti. In luglio l'indice di produzione nelle costruzioni è tornato ai livelli pre-Covid-19, con una crescita del 3,5% sul mese precedente, che porterà il bilancio dell'intero 2020 a valori vicini al 2021. Dopo anni di caduta, nel trimestre più nero per la nostra economia, fra aprile e giugno, secondo i contratti di compravendita di abitazioni registrati dall'Istat, i prezzi sarebbero cresciuti del 3,4%. La distorsione del lockdown ha avuto un'influenza su un tale risultato, riferito a un numero di transazioni molto più basse ed effettuate, con probabilità, da soggetti "forti" operativi anche quando la maggioranza degli italiani erano isolati in casa. Tuttavia è un segnale positivo.
 
Col bonus e l'intervento d'intermediari professionali, la riqualificazione edilizia diffusa dovrebbe decollare. Pur con sgravi fiscali solo parziali, negli ultimi 10 anni si sono realizzati più di 2,6 milioni d'interventi, con un investimento annuale attorno ai 3,5 miliardi di euro (dati 2018). Con gli oneri a totale carico dello Stato, l'iniziativa dei privati sarà certo molto più estesa. Secondo l'Enea, poi, negli ultimi 10 anni questi interventi hanno fatto risparmiare in energia 100 milioni di MWh, come se si fossero tagliati i consumi energetici familiari di una città da 2,5 milioni d'abitanti. Dai bonus 110% ci aspettiamo, quindi, risultati positivi. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che alle nostre città servono anche progetti di sistema cui non possono abdicare le pubbliche amministrazioni. Come dire: bene la medicina di base, ma senza ospedali la sanità resta fragile.
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