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L'intreccio tra bilancio pubblico e Next Generation EU

I suggerimenti di Bankitalia, Istat e Svimez su come orientare gli investimenti

Pier Carlo Padoan 16/09/2020

L'intreccio tra bilancio pubblico e Next Generation EU L'intreccio tra bilancio pubblico e Next Generation EU Dalle audizioni alle commissioni parlamentari sta emergendo un quadro piu chiaro sulle caratteristiche del Next Generation EU (NGEU). Il Ministro Gualtieri ha descritto la complessità del processo che richiede l’interazione di tre livelli: la definizione del quadro macroeconomico, la scelta dei progetti da finanziare, il rapporto tra NGEU e processo di bilancio. Il quadro macroeconomico prevede il passaggio da una ripresa a V, dopo lo shock negativo del lockdown, a una crescita più lenta ma più sostenibile dopo che il programma NGEU avrà cominciato a produrre i suoi effetti. Questo, dipenderà in misura cruciale dalla qualità dei progetti, la cui scelta, a sua volta, dovrebbe scaturire dalle linee guida approvate dal governo. Le linee guida scaturiscono dall’intreccio tra criteri dettati dalla Commissione Europea, “obiettivi di base” (per esempio Migliorare la resilienza) “missioni” (per esempio la salute) ciascuna declinabile in una serie di obiettivi specifici (per esempio un Piano per la famiglia) e infine la definizione di progetti che dovranno essere vagliati dalla Commissione in un processo che durerà alcuni mesi, a partire dal 15 ottobre.
 
È difficile capire come l’intreccio tra queste variabili si traduca in un elenco di progetti che non consenta dubbi sulla coerenza complessiva. È ragionevole ritenere che il processo di negoziazione con la Commissione non sarà breve né semplice. Ma sarà cruciale per l’Italia operare bene, sia nella definizione dei progetti che nella implementazione delle varie fasi, da cui dipenderà l’effettivo esborso delle risorse. Come ha affermato il ministro in audizione, ci saranno pochi, grandi progetti. anche per questo sarebbe stato forse utile considerare un meccanismo di scelta dettata da pochi, pochissimi, criteri oggettivi (produttività, tempi di implementazione?). Il legame tra NGEU e Bilancio dello Stato, infine, nasce da due considerazioni. Primo: il bilancio dello Stato sarà approvato prima che il processo di approvazione dei progetti NGEU sarà stato completato. Secondo: alcune voci di spesa contemplate dal “piano di ripresa e resilienza” dell’Italia per completare progetti di riforma (per esempio agevolazioni fiscali) dovranno essere finanziate dal bilancio e non della NGEU. Sarà inevitabile allora definire un percorso “parallelo” tra processo di bilancio e NGEU a partire dalla Nadef (Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza), che tenga conto di efficacia delle riforme per la crescita e sostenibilità del debito pubblico. A questo proposito è utile ricordare il messaggio di fondo di tre istituzioni audite dalle commissioni. Per Banca d’Italia, gli investimenti pubblici devono essere aggiuntivi e non sostitutivi e implementati in maniera efficace per massimizzare la crescita. Per Istat, l’impatto sulla crescita e produttività è diverso in base a settori produttivi: occorre dunque concentrare gli investimenti dove il gap di capitale è maggiore (per esempio il capitale immateriale). Per Svimez, una spesa per investimenti maggiore al Sud è quella che produce i maggiori benefici di crescita per l’intera economia (grazie all’impatto dei moltiplicatori). Messaggi di fondo semplici ma certamente utili a definire un quadro di crescita sostenibile. 
 
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