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Perdita di occupazione peggiore del previsto

Giovani e donne le principali "vittime" della crisi dovuta alla pandemia

Pia Saraceno 15/09/2020

Un uomo consulta le offerte lavoro Un uomo consulta le offerte lavoro Le statistiche mensili sull'occupazione una quindicina di giorni fa avevano quantificato una riduzione degli occupati in termini di "teste" (cioè di numero di persone occupate) a luglio 2020 rispetto a dicembre 2019 del 2%, pari 470.000 occupati in meno, di cui l'80% circa giovani. Maggiori inoltre sono state in proporzione le perdite per l'occupazione femminile per la precarietà delle loro posizioni lavorative. A luglio sembrava poi che il crollo misurato fino a fine giugno si fosse ridimensionato. La rilevazione delle forze di lavoro condotta presso le famiglie nel corso del secondo semestre non tengono conto degli spunti di ripresa rilevati in luglio, segnalano però che quanto rilevato con le statistiche mensili ne aveva sottovalutato l'impatto. Maggiore la perdita occupazione per i giovani, bloccati nell'ingresso nel mercato del lavoro, il tasso di occupazione per la fascia di età fino a 34 anni è sceso di tre punti in un anno posizionandosi mediamente al di sotto del 39%. Sono crollate le nuove assunzioni e paradossalmente è sceso anche il loro tasso di disoccupazione, per l'elevato numero di persone scoraggiate nella ricerca di un posto di lavoro durante il confinamento, ma ciò nonostante è aumentata l'incidenza della disoccupazione sulla loro popolazione.
 
Più significativa è stata la riduzione delle unità di lavoro equivalenti, poiché per le ore lavorative nella media del primo semestre la caduta è quantificata sopra al 17% sia nel confronto anno su anno che sull'ultimo semestre del 2019 (a giugno ridimensionati a -10% rispetto alla fine del 2019). Le reazioni del mercato del lavoro all'andamento dell'economia si vedono sempre con ritardo, questa volta il ritardo è amplificato dal blocco dei licenziamenti. Già è chiaro che le categorie di maggiore sofferenza continueranno ad essere i giovani e le donne, le perdite si diffonderanno però anche alle età più anziane, una volta cessato il blocco dei licenziamenti, in vigore fino a fine anno anche nelle aziende in situazioni più critiche. Il rimbalzo dell'economia si annuncia parziale e dunque si accompagnerà ancora con tutta probabilità per almeno un biennio con livelli occupazionali misurati come "teste" in ridimensionamento.
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