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Rischio Npl per le banche europee

Le nuove regole impongono l'aumento degli accantonamenti

Marcello Messori 15/09/2020

Il logo della Deutsche Bank Il logo della Deutsche Bank L'incertezza, che pesa sull'andamento economico dell'euro area (EA) nei prossimi trimestri, rende difficile formulare aspettative sulle conseguenze della pandemia rispetto alla dinamica dei crediti bancari problematici (NPL). Le previsioni di consenso sottolineano peraltro che, specie se vi sarà una recrudescenza nella diffusione del Covid-19, i settori bancari degli stati-membri più fragili dell'EA dovranno effettuare accantonamenti così consistenti da minare i loro equilibri patrimoniali. Questo rischio è accentuato da due fattori. Innanzitutto, dal 2021, la contabilizzazione degli NPL diventerà più stringente; inoltre, il cosiddetto "calendar provisioning" imporrà accantonamenti bancari più rapidi a copertura totale sia dei NPL non-garantiti (tre anni) che di quelli garantiti (da sette a nove anni). Di qui l'allarmata richiesta, avanzata in Italia, di modificare le regole del gioco. Tale richiesta appare inappropriata per tre ragioni. Primo: la più stringente regolamentazione europea, dettata dalla crisi finanziaria internazionale del 2007-09, ha rafforzato il settore bancario; essa ha consentito rapide "pulizie" di bilancio, attenuando così un fattore di instabilità finanziaria durante la crisi pandemica.
 
Secondo: a seguito di Covid-19, le autorità europee hanno temporaneamente allentato i vincoli patrimoniali e contabili per le banche; insieme ai massicci programmi di ri-finanziamento della BCE (T-LTRO3 e LTRO) e alle generose garanzie nazionali, ciò ha allontanato problemi di illiquidità bancaria e ha incentivato l'erogazione di prestiti all'economia "reale". Terzo: l'incertezza rispetto all'immediato futuro rende problematico il disegno di una nuova e stabile regolamentazione, che sfugga alle oscillazioni del pendolo e sappia rispondere sia all'emergenza sia alle prossime crisi bancarie. Queste tre ragioni non cancellano il fatto che i probabili aumenti degli NPL durano nel tempo, mentre l'allentamento delle regole è temporaneo. Pertanto, le autorità europee devono essere così sapienti da segnalare credibilmente al settore bancario la loro disponibilità ad assorbire shock sistemici, non affrontabili a livello di singolo gruppo, senza sconvolgere l'attuale regolamentazione.
TAG: banchenpl
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