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Tlc, si fa presto a dire rete unica

I problemi tecnologici e normativi da risolvere per arrivare a un unico gestore della fibra ottica

Claudio Di Donato 11/09/2020

Tlc, si fa presto a dire rete unica Tlc, si fa presto a dire rete unica La sentenza della Corte Europea nella disputa tra Vivendi e Mediaset ha nuovamente acceso il dibattito sulla convergenza tra tlc e contenuti sottolineando ancora una volta l’anomalia tutta italiana di concentrarsi sugli assetti azionari e sulla governance piuttosto che sulle strategie e gli aspetti industriali delle imprese. L’ipotesi di ingresso di Mediaset nella nuova società per la rete tlc ha subito alimentato scenari più o meno possibili ad alto tasso di politicizzazione dando per scontato che la newco Fibercop costituita da Tim e Openfiber sia una realtà. La società unica per la rete invece è ancora in alto mare e con un perimetro tutto da definire, oltre ad alcuni nodi da sciogliere sul piano giuridico e normativo. L’unico punto fermo è un ruolo forte dello Stato a livello operativo, con il rischio di riproporre un’elevata confusione, trascurando gli strumenti principali della mano pubblica per incentivare e guidare lo sviluppo delle reti. Proprio Open Fiber ne è un esempio attraverso i finanziamenti pubblici per portare la fibra nelle aree a scarso interesse di mercato.
 
Nella società per la rete unica TIM conferirà solo la rete secondaria ponendo qualche interrogativo sui criteri e sulle modalità di integrazione con Open Fiber. Anche sui conferimenti di quest’ultima ci sono aspetti da chiarire. La società partecipata da Enel e Cdp ha vinto gare per portare la fibra con la condizione di garantire l’investimento e gestire l’infrastruttura che è di proprietà dello Stato. Sembra quindi piuttosto complicato che una società di diritto privato e con azionisti privati possa avere la proprietà di un bene demaniale. Altra questione rilevante è TIM come operatore integrato verticalmente. Per consentire a Fibercop di godere dei benefici in termini di tariffe di accesso riconosciute agli operatori di rete wholesale only, la quota di TIM dovrà essere molto esigua. La rete unica è senz’altro un’opzione razionale per non duplicare preziose risorse per gli investimenti. Inoltre, si consoliderà in un contesto profondamente mutato con l’arrivo del 5G. Ma oggi è solo il titolo di un libro tutto da scrivere, compreso il finale.
 
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