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Tutto e niente nel Recovery Plan

Dalle Linee Guida presentate dal governo non traspare ancora una strategia adeguata

Andrea Boitani 10/09/2020

Giuseppe Conte Giuseppe Conte L'opportunità della Next Generation Europe (NGE) o Recovery Fund europeo, richiede una programmazione articolata e, soprattutto, impone un'attuazione rapida e ben sincronizzata. Negli anni del declino e dell'oblio della programmazione in Italia la macchina amministrativa si è arrugginita in molte parti, sia lato programmazione che lato attuazione. Il che non promette niente di buono, tanto più che le risorse del NGE saranno sottoposte all'occhiuta attenzione dei paesi frugali, pronti a cogliere l'Italia nelle sabbie mobili dei suoi storici difetti. Le slides presentate dal governo come "Linee guida per la definizione del piano nazionale di ripresa e resilienza" sono un elenco di obiettivi, missioni, azioni/progetti e politiche di supporto che declinano con diligenza quanto indicato a suo tempo dalla Commissione. C'è tutto. E niente. Non traspare ancora una strategia complessiva, una definizione di priorità tra obiettivi, un accordo tra strategie e strumenti per raggiungere insieme o in ordine più obiettivi, una sia pur grossolana quantificazione delle risorse da destinarsi a ciascuna "missione", per non parlare del coordinamento con altri paesi europei, dei tempi di realizzazione e delle istituzioni chiamate a realizzare.
 
Si dirà che quelle uscite ieri sono solo "linee guida" e che il Piano deve ancora venire. Vero. Rimane il fatto che alcune delle "politiche di supporto" sono in realtà premesse essenziali alla realizzazione di qualsiasi programma. Un esempio su tutti: la riforma dei sistemi di valutazione, autorizzazione e controllo (preventivo) sui progetti di investimento che oggi (e da anni), con le loro stravaganti e snervanti duplicazioni, sono come un insieme di freni a mano permanentemente tirati. Il governo rivendica di aver già fatto quanto serve con il "decreto semplificazioni". Ma si sa che quel decreto non era davvero granché e non tagliava né scioglieva i nodi più stretti. A ciò ora si aggiunge l'urgenza di attrezzare la nostra PA con competenze e risorse adeguate a gestire un programma di estensione e complessità senza precedenti. Un Progetto tra i Progetti l'ha chiamato il "Gruppo dei 20" della Fondazione Economia Tor Vergata. Con piena ragione.
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