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La Fed spinge il dollaro al ribasso

L'obbiettivo della piena occupazione e l'indipendenza della banca centrale Usa

Innocenzo Cipolletta 07/09/2020

La Fed spinge il dollaro al ribasso La Fed spinge il dollaro al ribasso La decisione della Federal Reserve (Usa) di immettere liquidità nel sistema americano, avendo come obiettivo non più un’inflazione sotto al 2% annuo ma l’andamento dell’occupazione, appare come una novità nella politica monetaria, ma in effetti risulta essere essenzialmente una manovra per incidere sul tasso di cambio del dollaro. Con questa decisione finisce quella politica seguita dalla Fed e definita come di “benign neglect”, ossia una sorta di indifferenza da parte della Fed nei confronti dell’andamento del dollaro. Annunciare che la politica monetaria americana rimarrà espansiva fino alla piena occupazione, significa mettere il dollaro in competizione con l’euro, dato che la Bce invece continuerà ad avere come target un’inflazione sotto al 2%.
 
È presto per dire se e come questa politica inciderà sulla capacità di ripresa degli Usa, ma intanto il dollaro si deprezza e questo, agli occhi di Trump, è una buona notizia alla vigilia delle elezioni. Così è stato sepolto anche quel po’ che restava di indipendenza della Fed dalla politica.
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