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Le incognite sul Pil e sul rimbalzo di consumi e crescita

Ma finchÚ non sarÓ risolta la crisi sanitaria tutte le previsioni saranno aleatorie

Claudio Di Donato 07/08/2020

Le incognite sul Pil e sul rimbalzo di consumi e crescita Le incognite sul Pil e sul rimbalzo di consumi e crescita Le previsioni sul Pil per il 2020 cambiano in maniera rilevante sia per ampiezza sia per frequenza. La stima Istat sul secondo trimestre indica un crollo del 12,4%, il peggior dato dal dopoguerra. Ma nei giorni precedenti erano circolate percentuali superiori al 15% tanto che il ministro Gualtieri ha parlato di numeri migliori rispetto alle previsioni. Tuttavia è evidente che siamo su un terreno ignoto. Le stime aggiornate di Commissione europea e Fmi variano tra -11,9% e -12,8%, a maggio il consensus si attestava intorno a -8,2%, in linea alla indicazione del Governo nel Def di aprile. Formulare previsioni così è assai complicato anche per l’ampia oscillazione di indicatori rilevanti. Ad esempio le vendite al dettaglio a giugno hanno mostrato un rimbalzo fisiologico con la riapertura quasi completa delle attività ma è abbastanza sorprendente che l’indice sia risalito ai livelli di gennaio scorso. Il sostegno al reddito ha influito in modo positivo ma al tempo stesso cresce la forzata propensione al risparmio. Secondo la Commissione Ue il tasso di risparmio degli italiani nel 2020 salirà a oltre il 16% del reddito e già nel primo trimestre è aumentato dal 12 al 14%.
 
Dal premier Conte e dal ministro Gualtieri si ascoltano espressioni di cauto ottimismo rispetto agli scenari peggiori, probabilmente per ruolo istituzionale più che per reale convinzione. Ci sono ancora rilevanti pezzi della nostra economia praticamente fermi. Tra le poche misure strutturali introdotte, il Superbonus del 110% inizierà a dispiegare i suoi effetti positivi solo a partire dal 2021 mentre dal DL semplificazioni non arriva Per ora l’auspicata velocizzazione agli investimenti legati all’energia green che sono anche tra le priorità dell’Ue. La stessa deroga di un anno al codice appalti appare molto riduttiva. Ma in definitiva l’Italia e il resto del mondo stanno affrontando una crisi sanitaria prima che economica. E fino a quando non si risolve la prima, esercitarsi sull’evoluzione della seconda ha pochissime basi. E a fare la differenza non sarà l’ampiezza della contrazione del Pil, quanto la capacità di rimbalzo.
 
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