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In funzione i superbonus edilizi

ůcresce l'interesse di famiglie e operatori

Giuseppe Roma 03/08/2020

In funzione i superbonus edilizi  In funzione i superbonus edilizi L’azione di stimolo per il comparto edilizio, prevista dal decreto Rilancio, entra nella fase operativa. L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la guida che chiarisce l’utilizzo del credito d’imposta del 110% per interventi di efficienza energetica, riduzione del rischio sismico, installazione di impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica elettrica. Si tratta dei “superbonus” che si affiancano a precedenti incentivi, simili ma meno convenienti, per il recupero del patrimonio edilizio o il rifacimento delle facciate. La novità del provvedimento, per cui è molto cresciuto l’interesse delle imprese edili e finanziarie, sta nel meccanismo fiscale che produce un circuito virtuoso fra i diversi protagonisti dell’operazione. Il 10% in più del costo dell’intervento, infatti, consente a banche e intermediari finanziari di anticipare l’importo delle opere o all’impresa incaricata dei lavori di finanziarsi per usufruire direttamente del tax credit. In tutti e due i casi, la possibilità di cedere il credito consentirà al beneficiario di effettuare gli interventi senza tirar fuori un euro.
 
Una boccata d’ossigeno per le costruzioni che neanche il rimbalzo del dopo Covid-19 è riuscito a risollevare. La produzione del settore nei primi 5 mesi dell’anno registra una variazione tendenziale negativa del 23,6%. I superbonus sono una più sofisticata incentivazione rispetto al passato, in quanto affiancano al già importante orientamento ecologico, anche una sensibilità finanziaria che non mancherà di favorire le imprese più efficienti, anche se di piccole dimensioni. C’è ora da chiedersi se, accanto a questi interventi diffusi che sollecitano una domanda di miglioramento del patrimonio abitativo, non sia opportuno pensare anche interventi più strutturati per la rigenerazione di grandi aree periferiche o per il rinnovamento integrale di funzioni essenziali delle città. Rischiamo di spendere miliardi per riadattare le nostre scuole non solo all’agibilità post-pandemia, ma anche a uno standard decoroso di funzionalità e sicurezza. Dovremmo pensare a come impiegare i fondi europei per una sanità con presidi distribuiti sul territorio. Gran parte delle case che abitiamo non possono essere riconvertite alle nuove funzioni domestiche. Oltre a migliorare il patrimonio esistente, è oggi urgente realizzare, senza sprecare un metro quadro di nuovo terreno, anche nuova edilizia sociale e abitativa. Per questo l’occasione del Recovery Fund non andrebbe sprecata.
 
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luigi mastrobuono 05/08/2020 10:12
Non Ŕ come dice Giuseppe Roma. Il bonus facciate al 90% resta pi¨ conveniente. Abbiamo appena fatto i calcoli per il nostro condominio con tanto di esperti.
Infatti il 90% si usufruisce come detrazione direttamente senza intermediazioni, seppure in 10 anni. Le operazioni previste dal superbonus al 110% richiedono una serie di intermediazioni necessarie (visti i documenti da esibire prima e dopo l'intervento) che erodono almeno il 25% - 30% del bonus, 25% che il condomino paga (e paga prima/durante l'intervento, prima comunque di recuperare attraverso le detrazioni) agli intermediari, dai professionisti alla ditta che evntualmente si accolla lo sconto in fattura. Quindi l'esborso c'Ŕ, Ŕ consistente anche per il costo che gli interventi e le relative pratiche hanno.
Il bonus facciate al 90% rimane nettamente il pi¨ conveniente, certo solo per quel tipo di lavori. L'altro si riduce ad un 80% circa. Oltre al necessario accordo in condominio per interventi di quella portata.
Grazie
Luigi Mastrobuono