Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Le novità “frenate” sul Recovery Fund

Passi avanti e passi indietro tra metodo comunitario e metodo intergovernativo

Andrea Boitani 30/07/2020

Le novità “frenate” sul Recovery Fund Le novità “frenate” sul Recovery Fund Alla fine del Consiglio Europeo del 17-21 luglio, il Presidente Michel con l’appoggio dei “4 grandi” (Francia, Germania, Spagna e Italia) ha presentato la proposta di compromesso sul Recovery Fund (o NGEU) che ha evitato il baratro in cui i frugali volevano portare l’Europa. L’assoluta novità del debito comune europeo e l’entità complessiva del Fondo sono stati confermati, così come - sul piano politico - il decisivo cambio di campo della Germania, mentre ai frugali è stata concessa la riduzione della quota di grants e l’aumento di quella di prestiti. Però i frugali hanno ottenuto per i governi un maggior controllo sulle spese di tutti. A decidere sui “piani per la ripresa e la resilienza” nazionali non sarà solo la Commissione, che dovrà proporre la sua valutazione sulla base di articolati criteri e punteggi e chiederà il parere del comitato economico e finanziario; se il parere sarà positivo, si passerà all’approvazione da parte del Consiglio dei ministri (a maggioranza qualificata e quindi senza potere di blocco da parte dei frugali). Se invece uno o più stati membri non fosse d’accordo sulle valutazioni della Commissione, potrebbe richiedere una discussione al successivo Consiglio Europeo. Discussione, si dice nel documento approvato, non delibera. Quindi non sembra poterci esserci potere di veto.
 
Si prevede che l’intero processo decisionale si concluda entro tre mesi dal momento in cui la Commissione avrà chiesto il parere al comitato economico e finanziario. Ma il meccanismo è molto più barocco di quanto fosse lecito sperare e di quanto sarebbe utile. Di fatto, viene dato nuovo respiro al metodo intergovernativo rispetto al metodo comunitario incarnato dalla Commissione. Le novità europee di primavera sono, nella parte essenziale, confermate. La riaffermazione del potere dei governi nazionali ha tuttavia allontanato la prospettiva di riforme dell’Unione in senso federale e di evoluzione del NGEU nell’embrione di un vero bilancio federale, alimentato da risorse fiscali proprie amministrate da un governo europeo, sotto il controllo del Parlamento. C’è solo da sperare che non serva un’altra tragedia continentale per fare un nuovo passo avanti.
 
Altre sull'argomento
Promemoria per la ripresa
Promemoria per la ripresa
A settembre dovremo correre per rispettare la tabella di marcia europea
Si gioca a Ischia
Si gioca a Ischia
...L'ultima scommessa di Angela
Le incognite sul Pil e sul rimbalzo di consumi e crescita
Le incognite sul Pil e sul rimbalzo di consumi e crescita
Ma finché non sarà risolta la crisi sanitaria tutte le previsioni ...
Crescita integrata in Europa col Recovery Fund
Crescita integrata in Europa col Recovery Fund
Gli stimoli nei vari paesi andranno anche a beneficio degli altri
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.