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L'Europa (a differenza della Cina) ostacola l'investimento azionario

Pechino amplia le possibilità per le assicurazioni che da noi sono scoraggiate (almeno sinora)

Riccardo Sabbatini 29/07/2020

La borsa di Francoforte La borsa di Francoforte A parole tutti concordano sui vantaggi di avere investitori a lungo termine in borsa in grado di promuovere lo sviluppo dell'economia reale, ma non tutti perseguono l'obiettivo con la stessa energia. La Cina sta favorendo gli investimenti azionari degli assicuratori mentre l'Europa in questi anni li ha invece ostacolati. La China Banking and Insurance Regulatory Commission (CBIRC), il regulator del settore finanziario, ha annunciato in questi giorni che consentirà agli assicuratori di investire in azioni fino al 45% delle loro attività totali. Attualmente il tetto di esposizione equity delle compagnie è fissato al 30% del portafoglio totale. Gli investimenti saranno limitati al 10% del capitale azionario totale di ogni singola società quotata, ha aggiunto il regolatore. Lo scopo della nuova disposizione è di indirizzare centinaia di miliardi di yuan nel mercato azionario cinese da parte delle imprese assicurative al fine di sostenere la crescita dell'economia reale.
 
Il regulator cinese persegue una strategia opposta a quella seguita in Europa nell'ultimo decennio. In seguito alla crisi della finanza globale (2008) e all'introduzione della nuova regolamentazione prudenziale di Solvency II, gli investimenti azionari degli assicuratori sono stati al contrario scoraggiati con ratios patrimoniali particolarmente elevati (49-59 per cento). Solo ultimamente è in corso un ripensamento ma intanto l'economia reale del continente ha dovuto fare a meno di un tradizionale investitore di lungo termine. In Italia, ad esempio, le imprese assicuratrici - si rileva sull'ultimo rapporto dell'Ivass - indirizzano verso strumenti equity (quotati o no) appena l'1,8% del loro portafoglio d'investimenti (768 miliardi alla fine del 2019). E poi ci lamentiamo se, in Borsa, le imprese italiane non trovano azionisti interessati a salvaguardarne la nazionalità.
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