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Il Pil langue e la criminalità emette bond

Il caso dell'emissione di obbligazioni da parte di società legate alla 'Ndrangheta rivelata dal Financial Times

Giancarlo Santalmassi 09/07/2020

Il Pil langue e la criminalità emette bond Il Pil langue e la criminalità emette bond Mentre il Pil langue (in Italia da sempre, ma adesso più che mai) risultando il peggiore dell'Eurozona il cui calo è dell’8,3, mentre per noi è dell’11,2, una cosa è certa: basta girare per le città italiane per capire che il contante in tasca ai cittadini manca, mentre sta planando sulla società italiana chi il contante ce l’ha e in abbondanza: quello illegale, da riciclaggio, della criminalità organizzata. Abbiamo un debito che veleggia verso il 165% e in autunno ci si aspetta il peggio. Perché il Covid-19 ha fatto chiudere in lockdown i negozi e molti non riapriranno; gli immobili di abitazione si sono deprezzati almeno del 20% e persino gli airbnb trovano difficoltà a ripartire perché il turismo è lungi dal tornare nel nostro paese (i cinesi meglio se non si fanno vedere e di giapponesi in giro non se ne vedono), gli statunitensi non li ammettiamo (grazie alla stupidità di Trump), brasiliani nemmeno (per via dell’incredibile negazionismo di Bolsonaro colpito a sua volta dal virus). Ecco, quindi che mentre noi litighiamo con consigli dei ministri notturni sulle cosiddette semplificazioni, è facile che un organo come il Financial Times (la Bibbia dell’economia mondiale) a buona ragione si concentri sul caso di un miliardo di euro di obbligazioni in parte sostenute da imprese collegate alla mafia di origine calabrese e offerte agli investitori tra il 2015 e il 2019 da Banca Generali.
 
Questi bond sono stati creati su fatture non pagate del sistema sanitario nazionale verso aziende che hanno fornito servizi medici. In base alle norme Ue queste fatture non pagate generano un tasso d'interesse e ciò le rende attraenti come veicoli finanziari, i quali li impacchettano con altri asset ed emettono bond basati sull'atteso cash flow del futuro pagamento delle fatture stesse da parte dello Stato. Si tratta di operazioni nel complesso legittime, provenienti in buona parte da aziende controllate da clan calabresi. Sia Banca Generali che la Cfe (una banca d'affari con base a Ginevra che ha costruito il veicolo che poi ha venduto i bond agli investitori, tra cui la stessa Banca Generali) hanno negato di avere alcuna consapevolezza che ci fossero problemi con gli asset alla base dei bond. Ernest Young, che ha fornito la consulenza per la contabilità, ha evitato ogni commento. Secondo Europol, il giro d'affari della N’drangheta - gestito dai diversi clan autonomi, quindi senza un'istituzione centralizzata - si aggira attorno a 44 miliardi l'anno e questo la rende la più temibile organizzazione criminale del mondo occidentale.
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