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La governance creativa di Elon Musk

Mentre la sua Tesla diventa la societÓ automobilistica a pi¨ alta capitalizzazione

Riccardo Sabbatini 08/07/2020

La governance creativa di Elon Musk La governance creativa di Elon Musk Elon Musk con i suoi razzi va nello spazio ma forse, nella corporate governance, dovrebbe rimettere i piedi sulla terra. La sua creatura Tesla, di cui è fondatore e Ceo, ha comunicato alla Sec di aver chiuso in anticipo l’accordo che la legava allo stesso Musk per la fornitura di una copertura D&O – tiene indenni gli amministratori per gli atti di propria responsabilità – a beneficio del suo board. Invece di un anno, com’era previsto inizialmente, Musk limiterà la sua garanzia ai prossimi 90 giorni con un massimale di 100 milioni. In cambio riceverà una fee non proprio trascurabile (972mila dollari). Il miliardario di origine sudafricana, che nelle scorse settimane ha inaugurato la stagione dei viaggi commerciali nello spazio, aveva fornito in aprile la copertura D&O alla Tesla perché nel mercato assicurativo non aveva trovato una polizza ad un prezzo più abbordabile, anche a causa di covid-19. Senonché il Proxy adviser Glass Lewis aveva obiettato che quell’accordo minava in modo sostanziale l’autonomia degli amministratori indipendenti condizionati, attraverso la polizza, a seguire le indicazioni di Musk. Si è arrivati pertanto ad una parziale retromarcia.
 
Non è il primo infortunio negli stili di corporate governance da parte di Musk che in passato è stato accusato di utilizzare in modo spregiudicato i social network, ai limiti della manipolazione. Nell’agosto del 2018, ad esempio, pubblicò un post su Twitter dicendo che avrebbe delistato la società non appena le azioni avessero raggiunto 420 dollari, precisando che aveva già trovato i capitali per farlo. Le azioni si impennarono. Per evitare ancora simili “infortuni”, nel 2019 Musk aveva raggiunto un accordo con la Sec (la Securities Exchange Commission Usa) in cui si impegnava a non “cinguettare” più prima di aver avuto il consenso da un avvocato. Chissà se ha rispettato l’impegno il primo maggio di quest’anno quando le azioni di Tesla sono crollate del 10% (a 718 dollari) in seguito ad un suo tweet in cui diceva che il prezzo raggiunto dal titolo era “troppo alto”. Peccato che, successivamente, le stesse azioni non abbiano fatto altro che crescere ed il primo luglio hanno raggiunto la quotazione di 1.135 dollari, ciò che ha reso Tesla la compagnia automobilistica a più alta capitalizzazione di borsa al mondo ($207 miliardi), precedendo Toyota ($202 miliardi).
 
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