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Alitalia, nuovo equipaggio e antichi vizi

L'azionariato della compagnia non Ŕ mai stato interessato ai risultati aziendali

Claudio Di Donato 07/07/2020

Un airbus Alitalia e velivoli Lufthansa Un airbus Alitalia e velivoli Lufthansa Con l'arrivo alla cloche di Francesco Caio e Fabio Lazzerini inizia ufficialmente l'ennesimo capitolo della travagliata storia dell'Alitalia. L'obiettivo del governo è molto ambizioso: perseguire strategie nel segno della economicità di gestione per affrontare con piena capacità competitiva le sfide del mercato post Covid. La newco avrà in dote 3 miliardi assicurati dal contribuente e qualcuno per giustificare la nuova iniezione di capitale pubblico ha sottolineato che la Merkel ha staccato un assegno da 6 miliardi per Lufthansa oltre a una garanzia pubblica da 3 miliardi su prestiti. Ma il raffronto è improprio. Intanto il gruppo tedesco è grande nove volte Alitalia e soprattutto la crisi Lufthansa è l'effetto della pandemia mentre l'ex compagnia di bandiera è un fallimento del mercato. Rilanciare Alitalia nel pieno della più grave tempesta che ha investito il trasporto aereo può sembrare velleitario.
 
Tra le molte criticità della compagnia quelle più evidenti sono una flotta sottodimensionata e costosa e la scarsa competitività di Fiumicino e Malpensa in termini di piattaforme logistiche integrate. La prima si affronta con un piano industriale, una strategia e capitali. La seconda richiede una nuova politica del trasporto aereo. Ma l'elemento principale è l'atteggiamento dell'azionista. La costante di Alitalia è di aver avuto sempre azionisti di controllo non interessati ai risultati aziendali, come l'Iri e anche le due esperienze negative del capitale privato. Non è una novità assoluta per asset del nostro paese. Basti pensare alla Rcs dell'ex salotto buono o alla Telecom post privatizzazione. Quando l'interesse prevalente dell'azionista non è la sana ed efficiente gestione dell'impresa a causa del conflitto di interessi, allora il disastro è dietro l'angolo. Lo Stato dovrà garantire stabilità all'Alitalia per cercare di realizzare un complicato rilancio rispettando le regole di governo delle imprese. Su questo servirebbe la vera discontinuità. 
TAG: alitalia
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