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Dal Toothing ai giochi non voluti

Il variopinto mondo delle truffe telefoniche

Giancarlo Santalmassi 06/07/2020

Dal Toothing ai giochi non voluti Dal Toothing ai giochi non voluti Dopo il ‘Toothing’, la ricerca, per esempio a una riunione o a una festa di agganciare una persona attraverso l’uso del Bluetooth (cercare con lo smartphone un altro smartphone per cercarsi l’amicizia di una persona, esilarante esempio nel film ‘C’est la Vie’), attenzione a un fenomeno abbastanza vecchio ma che si è conquistato un nome nuovo: “Spoofing”. Di che si tratta? Semplicemente una truffa che vi ruba del denaro anche solo usando Il telefonino pensando di farlo ‘innocentemente’. Di solito la scena è sempre la stessa: il cliente riceve una chiamata da un numero telefonico con prefisso 02 di Milano; richiamandolo corre il serio rischio di trovarsi con il proprio credito telefonico azzerato tutto in una volta. La truffa è ben pensata perché, visto le continue chiamate dallo stesso numero di telefono, la povera vittima viene indotta a telefonare di nuovo. Ma come funziona esattamente la truffa? Con lo spoofing accade che un numero a pagamento contatta numeri personali ottenuti attraverso modi leciti e meno leciti. A titolo informativo: se rispondi ad un numero truffaldino non riceverai addebiti. Solo se decidi di richiamare il numero, inizi a pagare.
 
Ben più pericoloso è il Ping Call che usa numeri con prefissi che fanno il giro del mondo, dalla Tunisia (+216) alla Moldavia (+373), dal Kosovo (+383) alla Bielorussia (+375) fino alla Lettonia (+371) e alla Tanzania (+ 255) ed effettuano un solo squillo sul numero di telefono della vittima. Ma è quanto basta per innescare la curiosità e farsi così rubare tutto il credito del telefono. La curiosità qui è letale: di fronte ad una chiamata senza risposta, l'utente richiama e a quel punto scatta la truffa perché viene reindirizzato automaticamente a una linea fasulla che gli preleva fino a 1,50 euro per ogni secondo che resta agganciato. E per provare a tenere l’orecchio dell’utente il più a lungo possibile incollato all’apparecchio, i truffatori in molti casi dall’altra parte della linea inseriscono delle voci in sottofondo che fanno pensare a quelli di un film a luci rosse. Se la vittima ha una carta ricaricabile, nel peggiore dei casi vede il proprio conto prosciugato in un batter d’occhio, il danno maggiore arriva se si ricarica la propria sim con un addebito diretto sul conto. Attraverso il collegamento alla linea, i criminali del Ping Call possono fare “fishing” cioè avere pieno accesso al conto corrente della vittima da cui possono pescare dati, informazioni personali e ovviamente soldi.
 
E poi ci sono gli addebiti per servizi non richiesti su cui sta indagando la procura di Milano con 11 indagati fra esponenti di primarie società telefoniche. Vittime possiamo essere tutti: persino il procuratore capo di Milano Francesco Greco si è visto addebitare 20 euro per giochi al telefonino non voluti e non praticati.
 
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