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I rischi della sottoassicurazione

La relazione del presidente Ivass Daniele Franco

Il Previdente 26/06/2020

I rischi della sottoassicurazione I rischi della sottoassicurazione Non è stata la modalità di presentazione a distanza l’elemento saliente della relazione Ivass della scorsa settimana, intessuta del garbo, della concretezza e della determinazione che vengono usualmente attribuite al presidente Daniele Franco. E’ emersa in primis l’idea di fondo che se gli attori economici - famiglie e imprese - sono adeguatamente protetti, l’equilibrio economico è tendenzialmente più virtuoso. La sottoassicurazione è per definizione uno stato migliorabile in termini di benessere, individuale e collettivo. E nella pandemia gli attori “si sono spesso trovati sprovvisti delle necessarie protezioni”. Eravamo impreparati, detto in altri termini.  Le protezioni assicurative hanno in particolare la rapidità d’ intervento - specie per il primo sostegno di breve periodo - che gli schemi pubblici faticano a garantire, come era prevedibile se non ovvio almeno in Italia. Se la storia umana è da sempre intessuta di drammi e catastrofi, il post crisi è il momento ideale per le riforme strutturali che ci faranno trovare più preparati alla prossima occasione.
 
L’educazione assicurativa – “gamba” fondamentale per lo sviluppo di una diffusa cultura finanziaria – è parte di questo approccio. Anche la tecnologia gioca un ruolo fondamentale, spostando in avanti la frontiera di produzione e consentendo così i miglioramenti strutturali che sono l’obiettivo del sistema. Ne emerge infine un quadro complessivamente composto di adeguata educazione e consapevolezza dei consumatori, regole di sostanza e non di forma (la normativa sulla distribuzione assicurativa c.d. IDD dovrebbe essere questo), buoni schemi di mercato con un ruolo pubblico fondamentale nella definizione delle regole e quale assicuratore di ultima istanza per i diversi rischi catastrofali. E’ una visione condivisibile e rilevante, visto che neanche gli assicuratori sembrano così convinti (o forse disponibili) nell’assicurare certi rischi – basti pensare alle recenti dichiarazioni del Ceo di Unipol Cimbri. Pare anche una visione sostanzialmente cooperativa e non conflittuale, con ruoli ben definiti ma in cui gli stakeholder “avanzano” insieme: imprese più solide e redditizie per attori più protetti, anche grazie al contributo delle reti distributive - in un quadro di ben presidiate regole evolute e moderne.
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