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Austria e Italia, chi lavora di piu'

Il ministro delle Finanze di Vienna ci accusa di lavorare poco

Fabrizio Galimberti 23/06/2020

Gernot Bluemel Gernot Bluemel Il ministro delle Finanze austriaco Gernot Bluemel, intervistato da Letizia Tortello su La Stampa del 19 giugno, ha sostenuto che in Italia la vita lavorativa media sia di appena 32 anni, contro i 38 dell'Austria. Un Paese, l'Austria, che fa parte del quartetto dei "frugali" che si oppongono al Recovery Fund e ai contributi a fondo perduto. L'affermazione si basa su un recente rapporto dell'Eurostat (8 giugno) e la "Pagella politica" (un utile sito di Fact-checking) l'ha confermata. Tuttavia, quell'indicatore è pesantemente influenzato (come osserva anche "Pagella politica") dal tasso di occupazione, cioè da quante persone lavorano in percentuale della popolazione in età lavorativa. Come si sa, questa percentuale in Italia è fra le più basse, non perché gli italiani abbiano poca voglia di lavorare (come si legge in sottotraccia nel commento di Bluemel) ma perché l'economia italiana, per antiche magagne, non riesce a creare abbastanza posti di lavoro.
 
E, a proposito di lavoro, gli italiani lavorano più degli austriaci (dai dati Ocse risultano 1723 ore lavorative all'anno per lavoratore in Italia, contro 1511 in Austria), talchè, mettendo assieme vita lavorativa media e ore lavorate, il vantaggio dell'Austria si riduce al 4%. Addirittura, nel confronto con la Germania (vita media lavorativa di 39,1 anni e 1363 ore di lavoro annue), emerge che, in tutto il corso della vita lavorativa gli italiani lavorano più (+3,5%) dei tedeschi. Insomma, la dichiarazione di Bluemel è corretta nella forma, ma disonesta nella sostanza.
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