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Arrivano i Pir 3.0

Strumento utile per l'allocazione del risparmio e la capitalizzazione delle imprese

Andrea Battista 16/06/2020

Arrivano i Pir 3.0 Arrivano i Pir 3.0 Quando vi sarà la definitiva approvazione del Decreto Rilancio Italia, la tormentata storia legislativa dei Pir giungerà forse a destinazione. Almeno si deve sperarlo: tre interventi normativi - e non meri fine tuning - in quattro anni per uno strumento che subito aveva dimostrato di funzionare - almeno sotto il profilo dell’appetibilità per gli investitori - deve indurre a riflettere sulla farraginosità del nostro processo normativo. L’instabilità normativa è un male in sè, perché aumenta l’incertezza che caratterizza le scelte imprenditoriali e i costi di transazione. Ciò è avvenuto nonostante il tema Pir susciti un ampio consenso bipartisan, senza l’alternarsi di opposte visioni del mondo, considerato che la finanza vicina all’economia reale è più o meno da tutti ritenuta cosa buona e giusta. L’impostazione dei nuovi Pir 3.0 è da clientela c.d affluent ma v'è da sperare che l’industria del risparmio proponga prodotti rivolti anche al risparmio di taglio più ridotto. Circolano le prime stime di raccolta tra gli addetti ai lavori, che parlano di qualche miliardo l’anno (due o tre).
 
Certo un aiuto - potenziale e in gran parte indiretto - ai processi di ricapitalizzazione necessari dopo la sbornia debitoria della pandemia, ovviamente non decisivo e non sufficiente. Sotto il profilo dell’agevolazione fiscale - che viene confermata essere sul capital gain - non v’è dubbio che i Pir 3.0 godano ora di un incentivo potenzialmente rilevante in valore assoluto, visto l’ammontare massimo agevolabile. In funzione dell’asset allocation orientata almeno parzialmente all‘azionario, lo strumento potrebbe esprimere rendimenti target interessanti anche agli attuali livelli di tassi d’interesse. Col 7-8% di rendimento, l’importo massimo agevolabile di 1,5 milioni genera in 8-10 anni un risparmio fiscale potenziale del 20/25% circa dell’investimento iniziale. Lo sconto sulla plusvalenza realizzata su un grosso ammontare investito può valere più di una piccola o media detrazione, anche se è meno efficace come incentivo all’investimento - ma è incerto e dilazionato nel tempo l’onere a carico della finanza pubblica. Ora però è il momento di lavorare per mettere in funzione velocemente questo nuovo strumento, senza dannosi e confusi cambi di rotta per un lungo arco di tempo.
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