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Perché Del Vecchio vuole Mediobanca-Generali

Dopo l'offerta di Intesa San Paolo su Ubi una nuova operazione ridisegna la finanza

Marcello Messori 03/06/2020

Perché Del Vecchio vuole Mediobanca-Generali Perché Del Vecchio vuole Mediobanca-Generali Mancano ancora troppi tasselli per valutare l’impatto che potrebbe avere la richiesta di autorizzazione, effettuata dalla Delfin di Del Vecchio, per incrementare fino al 20% la propria quota in Mediobanca. E’ tuttavia possibile azzardare qualche congettura e trarne una conseguenza per gli assetti finanziari italiani. Primo: difficilmente la Bce potrà rifiutare tale approvazione, che pure conferirebbe a un imprenditore industriale il controllo di fatto di una banca d’affari con attività ormai variegate. Secondo: data la forte dipendenza del valore di Mediobanca dalla partecipazione di maggioranza relativa in Generali, la mossa di Delfin mira anche – e soprattutto – ad acquisire il controllo indiretto della maggiore compagnia italiana di assicurazione. Terzo: l’obiettivo è sostanziato dal fatto che Del Vecchio è, già oggi, uno fra i maggiori azionisti di Generali. Queste congetture suggeriscono che il disegno della Delfin è ambizioso: costruire un polo finanziario, che sfrutterebbe sinergie nella gestione della ricchezza privata e che manterrebbe posizioni nazionali di preminenza in vari servizi assicurativi e nelle attività di investimento.
 
Tale obiettivo non è dissimile da quello, dichiarato da Intesa-San Paolo (ISP) a gennaio 2017 per spiegare il tentativo di ‘combinare’ le proprie attività con quelle di Generali. Come è noto, quel tentativo non ebbe successo; il che, a prescindere da ogni giudizio di merito, impedì la formazione di un conglomerato che avrebbe dominato larga parte dei mercati finanziari nazionali. Fatto è che, dopo aver acquisito le attività ‘buone’ delle due maggiori banche venete in fallimento (metà 2017), oggi ISP mira a rafforzare la sua già preminente posizione nei mercati nazionali dei finanziamenti e della gestione del risparmio mediante l’acquisizione di uno dei più rilevanti gruppi bancari italiani di medie dimensioni (UBI). Questa acquisizione rinsalderebbe i legami fra ISP e UnipolSai, aumentando la pressione concorrenziale su Generali rispetto a vari servizi assicurativi. Vedremo se le due operazioni avranno successo. Nel caso, si otterrebbe almeno un risultato positivo: non vi sarebbe un unico intermediario in posizione dominante nei mercati finanziari italiani.
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