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Visco e la vera sfida dell'Italia

Utilizzare bene le colossali risorse finanziarie dell'Europa

Stefano Micossi 29/05/2020

Ignazio Visco Ignazio Visco Non ci sono grandi sorprese nelle Considerazioni Finali del Governatore Visco, lette davanti a un gruppo ristretto di partecipanti fisici e una grande folla di partecipanti on streaming con accesso da un facile click sul sito della Banca d'Italia. Ma vi si trova l'analisi completa e documentata dell'impatto della crisi, delle misure di risposta e della sfida più difficile: quella del buon uso delle colossali risorse che l'Europa sta mettendo a nostra disposizione, in un paese che le risorse europee le spreca da trent'anni. Visco ci ricorda che l'Italia si è molto rafforzata finanziariamente: non solo le banche, ma anche il settore privato, che nel complesso ha debiti poco oltre il 100% del Pil, contro il 200% dei nostri implacabili fustigatori olandesi, che per giunta vivono offrendo facile riparo ai nostri evasori ed elusori fiscali (e a quelli degli altri paesi).
 
Anche l'occupazione è per ora caduta in modo contenuto, pur sapendo che ciò è dovuto più ai sostegni temporanei dal bilancio pubblico (7 milioni di persone in cassa integrazione) che alla forza del nostro apparato produttivo. Il vero costo arriverà presto se non interveniamo efficacemente per la ripartenza dell'economia. Senza un grande progetto nazionale su quel che vogliamo diventare, non riusciremo né a utilizzare efficacemente le risorse europee né a sconfiggere quell'enorme incertezza che paralizza gli investitori privati e riprendere a investire. E' forte il richiamo all'esigenza di rompere i vincoli che paralizzano l'economia italiana da cinque lustri. Fortissimo l'afflato europeo: solo insieme agli altri paesi riusciremo a vincere la sfida della crescita e della coesione sociale.
 
P.S. Un piccolo poscritto per menzionare l'incredibile "stupidata" di Rai2, che aveva annunciato la trasmissione in diretta dell'intervento del Governatore, ma poi dopo 10 minuti ha permesso al suo conduttore di interrompere per avviare una specie di talk show su quel che il governatore aveva detto e avrebbe detto. Questo genio del conduttore, del resto, al suo corrispondente in loco chiedeva solo una cosa: ma chi c'è, chi hai visto?
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