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L'Europa c'è (e Conte è europeo)

Ora il problema è utilizzare bene i 750 miliardi del Recovery Fund

Stefano Micossi 28/05/2020

L'Europa c'è (e Conte è europeo) L'Europa c'è (e Conte è europeo) Buone notizie da Bruxelles. La Commissione europea ha presentato la sua proposta di bilancio pluriennale che contiene al suo interno fondi freschi (nuovo debito della Commissione) per 750 miliardi, di cui 500 (la proposta originale franco-tedesca) nella forma di trasferimenti agli Stati membri che non creano debito (grants). Ci vorrà un po’ di tempo per analizzare nel dettaglio le proposte, che prevedono anche un raddoppio dei fondi per la ricerca e un rafforzamento dei programmi di coesione e dei fondi strutturali. Molte linee di azione sono appena abbozzate e andranno precisate. Il cuore della proposta è costituito dagli oltre 500 miliardi del nuovo Recovery and Resilience Fund, attraverso il quale si punta ad accelerare non solo la ripresa dell’economia dell’Unione, ma la sua trasformazione verde e digitale.
 
Il dato politico da registrare oggi è che la presidente della Commissione Von der Leyen ha coraggio da vendere e ha saputo unire la Commissione su un progetto ambizioso; ma vi sono pochi dubbi che questo coraggio ha trovato alimento nel pieno sostegno venuto dalla Germania (dove anche la CDU si è schierata per un programma ambizioso di rilancio dell’Europa) e dalla Francia. Un secondo dato politico importante è che il presidente Conte non solo si è iscritto definitivamente al partito del rilancio dell’Europa, con la bella lettera al Corriere della Sera, ma ha giocato un ruolo importante nella definizione del pacchetto finale. Insomma, una buona giornata per l’Europa e per l’Italia.  I nostri sovranisti si diano pace, sono sconfitti. La prossima partita, l’unica partita per l’Italia ora è quella del buon utilizzo di questi fondi.
 
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