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Anziani più colpiti dal virus, i giovani dalla crisi economica

Necessaria più solidarietà intergenerazionale

Pia Saraceno 26/05/2020

Anziani più colpiti dal virus, i giovani dalla crisi economica Anziani più colpiti dal virus, i giovani dalla crisi economica Non c’è mai stato alcun dubbio sul fatto che la pandemia ha ridotto la speranza di vita dei più anziani ma colpisce in misura drammatica le fasce di popolazione che già prima erano ai margini della società, con nessuno o irrisorio risparmio messo da parte ed i giovani che si stavano inserendo nel mercato del lavoro. I provvedimenti fino ad ora varati vanno incontro ad alcune esigenze immediate di alcune categorie, raggiungono solo in parte i 16 milioni e 400 mila individui poveri, di cui oltre 4,5 milioni in povertà assoluta e grave deprivazione materiale nel 2019.  Le famiglie giovani, con figli minori hanno la maggiore incidenza della povertà, un indicatore cresciuto significativamente negli ultimi anni. Oltre alla deprivazione materiale, testimoniati dai dati di Caritas, Banco alimentare e Banchi dei Pegni, la chiusura delle scuole ha messo in ulteriore difficoltà ed esclusione sociale anche i figli minorenni spesso più di uno in famiglia.
 
I capifamiglia in età tra i 18-34 anni presentano la percentuale più alta d’incidenza della povertà, in prospettiva con la fine del lockdown essi vedono chiuse le vie di uscita dalla condizione di bisogno assoluto per sé e per i propri figli, che hanno sofferto e soffriranno maggiormente dalla perdita del compito formativo cui la scuola ha abdicato. Ad essi si aggiungeranno i nuovi disoccupati giovani con contratti a termine o collaborazioni precarie scaduti o cancellati, nonché il flusso di coloro che si affacceranno al mercato del lavoro per la conclusione degli studi. La scarsa attenzione ai giovani dei provvedimenti sino ad ora presi è evidente. Ma non ci si può esimere dal riflettere che anche chi non ha subito e non subirà, con le garanzie attuali, perdite di reddito (anche i pensionati), nonostante il crollo del Pil del 10%, per garantirsi il futuro dovrebbe essere chiamato ad una solidarietà intergenerazionale, non di tipo assistenziale. Migliorare il sistema formativo, riorientare le attività produttive verso obiettivi sostenibili, devono essere l’obiettivo prioritario non solo della politica economica.
 
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