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Il decreto rilancio e la manna dal cielo

AnzichÚ regalare soldi lo stato dovrebbe incentivare i consumi privati

Riccardo Sabbatini 22/05/2020

Il decreto rilancio e la manna dal cielo  Il decreto rilancio e la manna dal cielo Esiste la manna dal cielo durante la pandemia? Nel decreto chiamato "rilancio" il governo promette crediti d'imposta per 110% per le spese sostenute da condomini e proprietari di casa per spese volte a migliorare la classe energetica degli edifici o a metterli in sicurezza rispetto a eventi sismici. Si spende 100 e in cinque anni lo stato ti ridà indietro 110. E' giusto tutto questo? Senz'altro no, perché equivale ad un regalo improprio. E' equo? Tantomeno, perché chi non possiede case paga con le sue tasse gli aiuti a quelli che ce l'hanno. Si dirà che almeno in questo modo l'economia riparte e forse c’è un po’ di verità ma una simile iniziativa è sostenibile nel tempo? La risposta è ancora una volta negativa perché uno stato sempre più indebitato finirà per fallire (ci siamo assai vicini, noi con tutti i Btp Italia che in questi giorni ci siamo comprati) con la differenza che almeno chi ha potuto fare investimenti energetici starà al caldo mentre gli altri passeranno l'inverno al freddo.
 
Che bisognerebbe fare? in una situazione del genere lo stato dovrebbe in primo luogo stimolare i consumi di chi ha i soldi per far sì che questi arrivino direttamente alle imprese. In Italia le famiglie hanno una ricchezza finanziaria stimata in 4.400 miliardi (secondi gli ultimi dati della Banca d’Italia), non proprio noccioline. Quindi si dovrebbero sperimentare incentivi, sotto forma di detrazioni fiscali (al 19%) per consumi di beni durevoli da associare, per le spese di maggiore rilevanza sociale (interventi energetici e antisismici) a quote deducibili fiscalmente. Nell’immediato lo stato incasserebbe l’Iva per i maggiori consumi ma gli oneri li contabilizzerebbe soltanto il prossimo anno, con la dichiarazione dei redditi. E più gli oneri fossero consistenti, maggiori sarebbero gli attuali incassi di Iva ed il sostegno diretto all’economia del paese. Però chi beneficia di simili investimenti li pagherebbe di persona, sia pure agevolati fiscalmente. E lo stato potrebbe concentrare gli aiuti veri e proprio su chi sta peggio.
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