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I mercati e il Covid-19: che fare?

Bisogna attivare subito il Mes e i prestiti illimitati europei

Giampaolo Galli 19/03/2020

I mercati e il Covid-19: che fare? I mercati e il Covid-19: che fare? Al di là dell'impennata dello spread di ieri e degli interventi potenziati della Bce fino a 750 miliardi, l’opinione della maggior parte degli analisti è che, se l’epidemia dura più di un mese o due, cosa che sembra molto probabile, gli effetti saranno peggiori di quelli del 2009. Nel biennio 2008-2009, il nostro Pil cadde cumulativamente del 6,2% rispetto al 2007 e il deficit pubblico salì dall’1,3% del Pil nel 2007 al 5,1%. Il debito pubblico aumentò di 15 punti di Pil, dal 103,9% del 2007 a 119,2 nel 2010. Sarebbe aumentato ulteriormente negli anni successivi per via della crisi dei debiti sovrani in Europa, che in larga parte fu una conseguenza della crisi precedente.E' probabile che oggi il deficit aumenti più di allora perché vi è un ampio consenso riguardo alla necessità di sostenere con ogni mezzo possibile i sistemi sanitari e l’economia. Il governo ha appena varato misure per 1,4% del Pil e già dice che questo è solo un primo passo. Comunque, se l’aumento del debito fosse nell’ordine di quello della crisi del 2009, esso arriverebbe agevolmente verso il 150% del Pil nel giro di uno o due anni. Poiché il mercato anticipa queste previsioni, la crisi si manifesta adesso.
 
La questione allora diventa come fare ad evitare che alla crisi da Covid-19 faccia seguito una nuova crisi del debito sovrano, come nel 2011. A mio avviso, l’unica strada è quella di mettersi in condizione di poter utilizzare gli OMT della BCE, ossia interventi illimitati a sostegno di un Paese. Per fare questo occorre prima aver concordato un programma con il MES, il che può avvenire a fronte di una richiesta italiana di un prestito precauzionale. Questa tipologia di prestiti non comporta un giudizio negativo nei confronti del Paese e può essere erogato a fronte di impegni, da concordare in un Memorandum of Understanding, che possono non essere particolarmente gravosi e, soprattutto, dovrebbero prevedere una riduzione del disavanzo solo dopo la fine dell’epidemia, nel quadro di un piano a medio termine concordato nelle linee generali sin dall’inizio. Per l’immediato, la Commissione e l’Eurogruppo hanno già affermato che non c’è altra via che quella di corpose misure di sostegno. Con la creazione del MES nel 2012 l’Europa si è dotata di un meccanismo di sostegno degli Stati in difficoltà. Questo meccanismo va attivato. E va attivato adesso, prima che una crisi del debito ci metta nuovamente in ginocchio, dal punto di vista finanziario e anche politico, indebolendo così la nostra forza contrattuale. Non tentare questa strada oggi sarebbe un’omissione colpevole.
 
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