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Come sostenere turismo e automotive

... subito misure per contrastare il virus nell'economia

Giuseppe Roma 28/02/2020

Turisti a Milano ai tempi del coronavirus Turisti a Milano ai tempi del coronavirus E' banale ricordare che un'economia caratterizzata da una forte intensità di scambi e alimentata dalla mobilità dei fattori, viene fortemente danneggiata da uno shock esogeno che, limitando le connessioni, mette in crisi il principale fattore d'integrazione. Più difficile è valutare gli effetti sulla produzione e quindi sul valore aggiunto dei sistemi produttivi nazionali. Se guardiamo all'Italia di questi giorni emerge evidente l'impatto negativo sul turismo. Le cancellazioni e la riduzione dei flussi è visibile a occhio nudo, con stime che indicano una perdita di circa il 40% delle presenze. Unico elemento che può forse mitigare, ma non attenuare, le preoccupazioni è la circostanza che il mese di febbraio è il periodo con meno turisti stranieri. Nel febbraio 2019 gli arrivi dall'estero hanno di poco superato i 3 milioni con 16,9 milioni di pernottamenti a fronte di una media mensile di 32 milioni di pernottamenti. Anche in termini di spesa, febbraio, con 1,9 miliardi è il mese in cui s'incassa meno, poco più della metà rispetto alla media mensile di 3,5 miliardi.
 
Sempre nel febbraio 2019, gli italiani hanno sborsato per turismo all'estero 1,6 miliardi, una spesa che forse bisognerebbe oggi orientare verso il nostro Sud. Se i fenomeni epidemici si dovessero attenuare dovremmo essere pronti a una incisiva campagna rivolta agli stranieri per riprenderci quanto si sta perdendo in queste settimane. Un altro effetto negativo è rappresentato dai mancati approvvigionamenti dalla Cina di prodotti intermedi necessari per le nostre produzioni. Come noto il 48,4% dell'apparato produttivo presente a Wuhan afferisce al comparto dell'automotive. Tuttavia l'export cinese di componenti per l'auto riguarda parzialmente l'Europa: su 34 miliardi di $ di componentistica, ben 13,7 sono destinati a Usa e Messico, 4,4 a Giappone e Sud Corea, e solo 1,7 miliardi alla Germania, paese cui sono legate le nostre produzioni. Anche per questo comparto vanno immediatamente studiate le contromosse, magari allargando l'export verso altri mercati. Siamo in una fase di sospensione, di annullamenti, di smart working e chiusure, sono necessari provvedimenti immediati di sostegno, ma fin da subito è necessario preparasi per quando l'emergenza si attenuerà e sarà necessario ancora un maggior vigore per la ripresa.
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