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01/01/1970

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Lorenzo Consoli 21/02/2020 12:47
Ci sono due altri elementi che mi sembrano importanti, per valutare le prospettive del negoziato in corso sul quadro finanziario pluriennale Ue: 1) la possibilità che si torni finalmente a parlare in modo serio di risorse proprie, e con buone prospettive di concretizzare nuove soluzioni anche a breve; 2) il ruolo del Parlamento europeo, che questa volta non si farà mettere la testa sotto i piedi dai governi, e che esigerà probabilmente delle garanzie (su tempistica e gettito) proprio riguardo all'entrata in campo delle nuove risorse proprie. Rispetto all'ultima volta, sette anni fa, nell'Europarlamento ci sono oggi tre fatti nuovi: 1) la fine del predominio Popolari-Socialisti; 2) gli eurodeputati questa volta sono all'inizio della legislatura, non alla fine, e non cederanno facilmente; 3) la maggioranza degli europarlamentari è costituita da eletti di partiti che stanno all'opposizione nei loro rispettivi paesi; di conseguenza, sarà più difficile per i governi condizionare la posizione del Parlamento europeo. La battaglia risolutiva non sarà in seno al Consiglio europeo, ma tra il Consiglio europeo e il Parlamento europeo.