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Solo con l'economia cresce la demografia

Dal 2015 al 2020 l'Italia ha perso 436 mila abitanti

Giuseppe Roma 12/02/2020

Solo con l'economia cresce la demografia Solo con l'economia cresce la demografia Cala ancora la popolazione in Italia. Dal 2015 al 2020 abbiamo perso 436mila abitanti, mentre la Francia è aumentata di 450mila e la Germania addirittura di 1,8 milioni. Nei due Paesi più popolosi dell’Ue, tuttavia, la crescita demografica ha origini differenti, visto che il tasso di natalità è più alto in Francia che in Germania, mentre gli immigrati annui in quest’ultimo paese sono circa il triplo rispetto a quelli francesi. La situazione in Italia si è aggravata nell’ultimo anno (2019) in quanto i residenti sono calati di 116mila unità, diminuzione attenuata grazie a un saldo positivo fra nuovi iscritti provenienti dall’estero e cancellati verso l’estero di 143mila persone. In realtà, la decrescita demografica italiana va attribuita totalmente al Mezzogiorno dove la popolazione è diminuita di 129mila residenti, mentre nel Centro-Nord è cresciuta di 13mila anche grazie all’apporto di 77mila meridionali che sono emigrati, nel solo 2019, nelle altre regioni italiane. I territori dove la popolazione è cresciuta di più coincidono con le regioni più ricche, in particolare le province autonome di Bolzano e Trento, la Lombardia e l’Emilia- Romagna, il cui reddito pro-capite varia fra il 47% e il 24% in più della media nazionale.
 
Quindi, sia nel confronto europeo che nei differenziali interni, sempre più demografia fa rima con economia. E’evidente che a determinare nascite e matrimoni concorrano diversi fattori, molti di tipo comportamentale, ma non si può negare che le condizioni economiche individuali e di contesto incidano pesantemente sia sulle scelte familiari che sulla mobilità della popolazione. Dove non c’è sviluppo si tenderà sempre più a spostarsi verso le aree che presentano maggiori opportunità di lavoro. Quindi benissimo ogni maggiore impegno a favore della natalità e della famiglia, senza però trascurare il macroscopico problema meridionale, la cui debolezza economica influenza la recessione demografica.
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