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Bce e cambiamenti climatici

Come l'allocazione di risorse finanziarie pu˛ favorire la sostenibilitÓ

Marcello Messori 10/02/2020

Christine Lagarde Christine Lagarde A gennaio, Patrick Bolton e altri quattro economisti hanno pubblicato una ricerca della Banca dei regolamenti internazionali (Bis) e della Banca di Francia su un tema di politica monetaria che sta diventando cruciale: i nuovi compiti delle banche centrali di fronte al cambiamento climatico. La loro tesi è articolata. Essa sottolinea che il "cigno verde", rappresentato dalle crescenti minacce alla sostenibilità ambientale, ha un crescente impatto sulla stabilità finanziaria e macroeconomica e, quindi, sugli obiettivi propri alle banche centrali; pertanto, la politica monetaria deve adattarsi per fronteggiare l'età del cambiamento climatico. D'altro canto, gli stessi autori ribadiscono che le banche centrali non possono fare opera di supplenza, affrontando da sole compiti che spettano anche, se non soprattutto, alle politiche fiscali e industriali e alle scelte degli operatori di mercato. Questa equilibrata posizione è soprattutto rilevante per l'euro-area. Essa suggerisce infatti una risposta promettente al problema, ripetutamente sollevato dalla nuova presidente della Bce: come far sì che la politica monetaria incentivi le attività economiche sostenibili.
 
La via non può essere quella di distorcere il programma di quantitative easing (Qe), privilegiando l'acquisto di titoli privati delle imprese "verdi" o - peggio - di titoli pubblici degli Stati-membri più attenti alla compatibilità ambientale; una tale scelta sovrapporrebbe, infatti, gli obiettivi di immissione della liquidità nel sistema economico agli incentivi fiscali e a scelte di politica industriale. La Bce può invece adattare il programma T-Ltro: anziché offrire condizioni vantaggiose di rifinanziamento alle banche che assicurano elevati prestiti all'economia, essa potrebbe avvantaggiare quelle banche che più finanziano produzioni e servizi sostenibili e innovativi. Questa opzione otterrebbe due risultati positivi. Sul piano macroeconomico, rafforzerebbe le scelte allocative eco-sostenibili, promesse di recente dai maggiori intermediari finanziari. Su un piano più specifico, essa definirebbe un'efficace divisione dei compiti fra i canali di trasmissione della politica monetaria: immissione della liquidità nel sistema economico per il canale monetario (Qe) ed efficace allocazione dei finanziamenti per il canale bancario.
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