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Autostrade, pi¨ che la revoca serve una nuova regola

Si possono rendere pi¨ efficienti le attuali concessioni senza nazionalizzarle

Claudio Di Donato 17/01/2020

Autostrade, pi¨ che la revoca serve una nuova regola Autostrade, pi¨ che la revoca serve una nuova regola Il governo farà passare il voto in Emilia Romagna prima di comunicare l’orientamento sullo spinoso dossier Autostrade, procedere o meno alla revoca unilaterale della concessione. Per la componente grillina sembra una questione di vita o di morte (del governo), ma intanto le norme del Milleproroghe che prospettano il trasferimento delle concessioni revocate all’Anas hanno già mostrato quale ginepraio giuridico si materializzerà nel caso di revoca. Alcuni grandi investitori di Autostrade hanno già inviato esposti a Bruxelles contro il provvedimento, con la motivazione che i contratti si rispettano. E’ evidente che in caso di revoca la battaglia legale sarà aspra, lunga e soprattutto costosa per lo Stato italiano che già a partire dalla prossima manovra di bilancio dovrà appostare un capitolo di spesa relativo al potenziale indennizzo dal valore piuttosto consistente (da 7 a 20 miliardi).
 
Ma non sarà una semplice passeggiata nemmeno il trasferimento della concessione all’Anas, senza una chiara indicazione se la gestione sarà transitoria o definitiva. Il raffronto tra il settore autostradale e gli altri comparti soggetti a regolazione mostra come la presenza pubblica (come regolatore e soprattutto gestore) tende a generare inefficienze, scarsa trasparenza e nel complesso minori tutele nei confronti del mercato (quindi dei consumatori). I settori della telefonia, dell’energia elettrica e del gas indicano che gli operatori beneficiano di condizioni molto meno generose rispetto alle autostrade. Non servirebbe quindi nazionalizzare per aumentare efficienza con tariffe più basse. Sarebbe preferibile accantonare i toni da crociata e scrivere un nuovo assetto per la gestione delle autostrade, in linea con gli altri servizi di pubblica utilità. Senza trascurare il fatto che il governo dovrebbe spiegare perché impegnare un sacco di miliardi pubblici (senza contare dove trovarli) nelle Autostrade targate Anas soltanto per far pagare meno gli automobilisti.  
 
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