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Banca del Sud, aggregazione di debolezze

Molti dubbi sul salvataggio della Popolare di Bari

Marcello Messori 15/01/2020

Banca del Sud, aggregazione di debolezze Banca del Sud, aggregazione di debolezze La ripatrimonializzazione della Banca Popolare di Bari (BPB) per 700 milioni (di cui 310 subito versati), decisa dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) e la ricapitalizzazione della Banca del Mezzogiorno-MedioCredito Centrale (MCC) per 900 milioni, al fine di "acquistare partecipazioni al capitale di banche e società finanziarie" del Mezzogiorno (D.L. 142/2019), serviranno di fatto a: evitare il fallimento della stessa BPB; consentire il connesso 'salvataggio' di varie piccole banche meridionali mediante operazioni di incorporazione. MCC, che è totalmente - anche se indirettamente - controllata dal Ministero dell'Economia (MEF), potrà conferire le sue nuove acquisizioni a una società scorporata e "interamente partecipata" dal MEF; FITD cercherà di limitare i danni e di uscire, quando possibile, dall'investimento. Il risultato è che lo Stato e l'insieme delle banche italiane si apprestano ad accorpare e ripubblicizzare buona parte del settore bancario meridionale, sopravvissuto al collasso di metà anni Novanta.
 
In questa prospettiva, anche senza prestare fede alle farneticazioni sull'opportunità di costruire una banca pubblica di investimento per il Sud e senza voler screditare la proprietà pubblica purché conforme alle regole europee, vi è da interrogarsi sull'efficacia dell'operazione. Le passate lezioni del Banco di Napoli e della Svimez o del Banco di Sicilia e di Sicilcassa incoraggiano una soluzione del genere? L'impressionante sequenza dei recenti scandali, che ha colpito banche a forte crescita per linee esterne ma a vocazione locale nel Centro-nord, consiglia la creazione di una banca territoriale come priorità per lo sviluppo delle varie sub-aree meridionali? La mia risposta negativa ad ambedue gli interrogativi non nega affatto che vi sia bisogno di finanza per le imprese meridionali efficienti. L'offerta di tale finanza deve essere, però, il risultato di scelte aziendali e di policy strategiche, non il frutto dell'emergenza e - dunque - dell'aggregazione di debolezze. 
 
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